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Gorbaciov, Vuitton e il muro di Berlino

Gorby
In un post di due giorni fa ho segnalato che Gorbaciov sarà il prossimo testimonial della campagna pubblicitaria di Louis Vuitton, simbolo della moda e del lusso francesi e probabilmente uno dei brand più venduti in Russia negli ultimi anni. Oggi dalla Francia arriva un’ulteriore tassello sulla vicenda: Le Monde anticipa le dichiarazioni che Antoine Arnault avrebbe rilasciato all’ultimo numero del settimanale Paris Match, in edicola domani. Il figlio di Bernard Arnault, presidente di Lvmh, di cui Vuitton fa parte, è responsabile della comunicazione del gruppo e ha spiegato al settimanale che è stato lo stesso Gorbaciov a scegliere dove far riprendere le immagini che lo lanciano come testimonial della Louis Vuitton. Antoine Arnault ha detto a Paris Match che mentre per gli altri personaggi della campagna pubblicitaria del prossimo autunno era stata la fotografa Annie Leibovitz a decidere i luoghi, per Gorbaciov è stato diverso. «È stato lui stesso a proporre di posare davanti al muro di Berlino. Gli piacerebbe che lo si ricordasse come uno degli attori della sua caduta» ha detto Antoine.

Il padre della perestroika apparirà dunque in autunno sul sedile posteriore di un’auto che sfila lungo il muro di Berlino con accanto una borsa Vuitton (foto sopra, tratta dal sito di TFR).  Antoine Arnault ha anche detto a Paris Match che alla Vuitton non pensavano che Gorbaciov accettasse. «È stato necessario convincerlo. Abbiamo trovato gli argomenti giusti, che comunque non erano di carattere finanziario».  Non ho motivo di non credere al giovane Arnault. Ma Gorbaciov testimonial di Vuitton continua a sembrarmi un’ironia della storia.