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Com’è divertente il vintage

Ieri sono andata a fare un giro a una piccola fiera dell’antiquariato e vintage ospitata dalla fiera di Milano, la Piazza dei mercanti. Era la seconda edizione e spero ce ne sarà presto una terza (ieri era l’ultimo giorno). Non sono un’amante del vintage a tutti i costi, però le cose che hanno tanta storia mi affascinano sempre. In molti degli stand c’erano vecchie borse Gucci e Vuitton a volte semi distrutte ma proprio per questo più belle, molto più belle di quelle nuove. Poi c’era uno stand che aveva vecchi e vecchissimi bottoni: li avrei comprati tutti, per farne cosa non so. Magari orecchini, come quelli che compro da Merù in via Solferino. Ma la sorpresa più grande l’ho avuta in uno stand dove accanto a scarpe e stivali Ferragamo, borse e valige Roberta di Camerino e Gucci, c’era un borsetta in cuoio Henry Beguelin. Questo marchio ha una storia molto complicata, che forse un giorno vi racconterò… in ogni caso, è nato negli anni Settanta e oggi ha un negozio in via Caminadella. La cosa mi ha colpita perché quando è nato era veramente solo un negozio, nato dall’intuizione e dalla passione di un artigiano. E a distanza di 30 anni una delle sue borse diventa un "vintage d’autore". Inutiel dire che non potevo lasciare la borsa nello stand. ho dovuto comprarla. E giuro che non dimostra i suoi 30 e passa anni.

  • Daniela |

    Credo che la “carriera” di Henry sia iniziata in uno scantinato di Porto Azzurro, isola d’Elba. Erano gli anni ’70 ed eravamo giovani… Henry era bellissimo, abbronzato, capelli lunghi striati di biondo per il sole. Lavorava scalzo e a torso nudo, indossava solo un paio di jeans arrotolati alla caviglia, il suo atelier era piccolissimo e odorava di cuoio. Quando mi recavo a Porto Azzurro andavo sempre a trovarlo e ammiravo il suo lavoro, verso la fine della vacanza sono riuscita a comprarmi una sua borsa, un semplicissimo secchiello interamente lavorato a mano, legato alla tracolla c’è un tondo in cuoio, da una parte c’è il mio nome, dall’altra la scritta Henry. L’ho pagato 12.500 lire che per me, a quei tempi, non erano poche . Tornata all’Elba, anni dopo, so che si era trasferito a Marina di Campo.. Conservo ancora il suo secchiello, è sempre bellissimo!

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