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La nail art, il punto di vista maschile e, di nuovo, il tema del cambiamento

Oggi sul Sole 24 Ore parliamo, anche, di unghie. Nel senso che al Cosmoprof Asia, che ho avuto la fortuna di visitare settimana scorsa, il padiglione novità del'edizione 2013 era dedicato proprio al mondo "Nail & Accessories". Chi vorrà potrà leggere alcune curiosità e dati sul giornale, quello che voglio raccontare qui è una cosa che mi è successa ieri. Ho incontrato per caso la mitica Giusi Ferré ed è stato come sempre un piacere scambiare qualche parola e opinione con lei. Giusi è prima di tutto una donna intelligente e brillante. Inoltre è forse la migliore giornalista di moda che abbiamo: moda in senso di fenomeno culturale, sociale e di costume. Scrive e parla benissimo, con grande ironia, allegria, lucidità. Last but not least, è impossibile coglierla impreparata sui temi economici, anche se non sono il suo principale interesse o argomento di indagine.

Ieri abbiamo parlato un po' di Hong Kong, era curiosissima di sapere qualcosa in più della fiera, rispetto a quanto aveva già letto sul Sole nei giorni scorsi (Giusi legge tutto!). Le ho detto del magico mondo delle unghie e di come molte aziende del settore sperino che il fascino per il manicure e la nail art contagi gli uomini, gay o etero o metrosexual che siano. Lei mi ha guardata un po' stupita, poi ha riflettuto un attimo e mi ha detto che in effetti per quanto riguarda le unghie dei piedi, sono già molti gli uomini che usano smalti protettivi o trasparenti. Poi ha sorriso e riso e ha detto: "Però le unghie delle mani no! Insomma, vorrei che gli uomini ci lasciassero qualcosa… che restasse qualcosa che è solo delle donne, nella cura di sé!"

L'ha detto ridendo, appunto. E credo che non avrebbe alcun problema a documentare, senza inutili pudori o perplessità, una eventuale diffusione delle unghie smaltate o decorate tra gli uomini. Mi ha fatto pensare però, la sua osservazione. Mi piacerebbe tantissimo essere uomo per, diciamo, una settimana. Vedere il mondo con occhi maschili (perdonatemi la generalizzazione, ma credo fermamente che esistano due universi mentali ed emotivi, due Weltanschauung, una maschile e una femminile, egualmente sfaccettate, interessanti e nobili… non sta dando alcun giudizio di merito), sentirlo con emozioni maschili, rifletterci con mente maschile… Vedere anche le donne, finalmente, dall'altro punto di vista. Qualcuno potrebbe rispondermi che il bello dell'interazione tra uomini e donne sono anche le insuperabili differenze. Passiamo la vita a sforzarci di capirci, di entrare davvero in contatto uno con l'altro e forse questo è divertente. Nella mia esperienza però è un percorso molto accidentato, fatto di tante piccole delusioni, dolori, incomprensioni. Se potessi vedermi e vedere il mondo con gli occhi dell'altro, in questo caso del maschio, forse mi capirei e lo capirei meglio.

Ecco, al genio della lampada chiederei questo, se lo incontrassi…

A proposito invece di quello che ho scritto e continuo a scrivere sulla possibilità di cambiare e sulla opportunità di avere e dare una seconda possibilità… ieri sono arrivate due notizie che mi hanno colpita e ferita, anche se riguardano persone che non conoscerò mai. La prima riguarda il sindaco di Toronto, Rob Ford: ero a Los Angeles quando ha ammesso per la prima volta di aver fumato crack comprato illegalmente, ha fatto mea culpa, ha chiesto scusa con molte molte lacrime e poi ha detto di non aver intenzione di dimettersi. Ho seguito la vicenda sulla Cnn perché ovviamente in Usa e Canada la storia del sindaco e le sue dichiarazioni davanti alle telecamere sono subito diventate una specie di soap opera su cui tutti i commentatori e i talk show si sono scatenati. Nei giorni successivi il quadro è decisamente peggiorato: il sindaco è risultato essere anche un alcolizzato, un binge eater (infatti è obeso), un appassionato consumatore di cocaina e, come diretta conseguenza, suppongo, una persona soggetta a scatti d'ira veramente impressionanti (tutti documentati da filmati trasmessi dai network). Sono passate due settimane, ma Ford ancora non si dimette. Ieri hanno detto che la città di Toronto, che sembrava in qualche modo aver accettato il pentimento del suo esageratissimo sindaco (con evidente disappunto degli americani, pareva di capire da tv e stampa Usa), si appresta a togliere a Ford i suoi poteri, una sorta di impeachment. Ecco una persona che non riesce a cambiare, forse anche perché nessuno è riuscito ad aiutarlo. E al quale sembra, per ora, impossibile dare una seconda possibilità.

L'altra vicenda che mi ha colpita è quella dell'ex guardia giurata della Florida George Zimmerman, che qualche mese fa è stato assolto dall'accusa di aver assassinato Trayvon Martin, l'adolescente nero al quale aveva sparato, uccidendolo, credendolo un criminale. Il processo – e l'assoluzione – erano stati un caso nazionale, persino Obama era intervenuto, dicendo che una delle sue figlie avrebbe potuto essere al posto di Martin. Zimmerman infatti era accusato, da molte, parti, di non aver agito per legittima difesa o legittimo sospetto ma per razzismo. Ieri Zimmerman è stato arrestato per aver minacciato la sua fidanzata di morte con una pistola. Anche questa vicenda mi appare dolorosissima, perché anche in questo caso sembra che l'idea della seconda possibilità non abbia, tragicamente, funzionato. E questo mette un'altra nube grigia sulla mia giornata, che qui a Milano si annuncia, dal punto di vista del meteo, già particolarmente grigia.