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In un’altra vita vorrei essere Cate Blanchett (almeno per un giorno)

Sono molto contenta che l'Oscar come miglior atttrice sia andato a Cate Blanchett per Blue Jasmine. Ho visto il film in lingua originale e mi è sembrata fantastica. Non solo: mi ha anche riconciliata con Woody Allen, lei è bravissima ma anche il film è molto bello, anche se angosciante e con un finale che lascia spazio a incubi esistenziali della peggiore specie.

Sull'Oscar alla Grande Bellezza non posso non essere felice e mi è piaciuta molto l'idea che ha avuto Paolo Sorrentino, di ringraziare chi, compresi Maradona e i Talking Heads, gli hanno insegnato cos'è uno spettacolo. Il film è benissimo recitato, ma non so se mi piace del tutto l'immagine che dà dell'Italia. E sicuramente non capisco gli eccessi di Franceschini che nel suo furore da neo ministro della cultura dice che "tutti gli italiani oggi saranno più ottimisti". Che inutili esagerazioni, iperboli retoriche, come dice anche Paola nel suo blog Backstage.

Cate Blanchett 1 wearing Chopard
Ma torniamo a Cate: ieri sera secondo me ha azzeccato anche il vestito, disegnato da Giorgio Armani, ricco di lavorazioni simil-pizzo ma allo stesso tempo molto semplice. E i gioielli, Chopard. Una vera diva. Cate Blanchett non mi ha mai delusa, né per le scelte che ha fatto al cinema né per le dichiarazioni che le ho sentito fare. Mi piacerebbe essere Cate Blanchett per un giorno, forse fare molti più danni e direi molte più sciocchezze di quanto non faccia lei. Non credo sia facile trovare il vestito giusto, il look giusto, la pettinatura giusta. Ci sono schiere di giornalisti specializzati che passano in rassegna ogni persona che arriva sul red carpet degli Oscar. Alla base ci deve essere un gusto personale già abbastanza formato, sennò il rischio è di indossare qualcosa di magari favoloso, ma che non sta bene. Non voglio fare esempi, perché poi è anche qui una questione di gusto. Ma per l'occasione mi sono riletta, dal Dizionario della moda di Christian Dior (pubblicato per la prima vole nel… 1954!!!), la voce "Chiave del ben vestire" e "Pizzo"… Illuminanti.

CHIAVE DEL BEN VESTIRE

Non c'è nessuna chiave. Se ci fosse sarebbe troppo semplice: le donne ricche potrebbero comprarla e smettere di preoccuparsi della moda! Ma semplicità, cura dei dettagli e buon gusto – i tre fondamentali della moda – non si possono comprare. Però possono essere appresi, dai ricchi così come dai poveri.

PIZZO

In origine, era il prodotto bello e dispendioso di una lavorazione a mano. Adesso i macchinari lo hanno reso accessibile a ogni donna. Adoro il pizzo per gli abiti da sera, per un vestito da cocktail o per una camicetta. (…) Essendo un materiale molto ricco ed elaborato, lo si dovrebbe usare solo con stili molto semplici. Quando un tessuto è già elaborato di per sé, vuole un design semplice per mostrarsi al meglio. E' lo stesso per un abito da sera: scegliete uno stile di grande semplicità; niente drappeggi o tagli complicati.

Monsieur Dior, credo, avrebbe volentieri vestito Miss Blanchett. Ma complimenti a Giorgio Armani che l'ha spuntata!

 

 

  • O v e l |

    Ieri notte abbiamo vinto una seconda volta quando sul palco sono salite a ritirare il premio Cate Blanchett (miglior attrice protagonista)e Lupita Nyong’o (miglior attrice non protagonista): la prima in Armani Privè, la seconda in Prada. Italian fashion rules!!!

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