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Il successo dei saldi (a macchia di leopardo): è vera svolta? E se iniziassero il 26 dicembre?

Dal mio piccolo osservatorio milanese, posso dire che i saldi sono stati sicuramente un successo. Ieri e sabato ho visto in centro MOLTA più gente di quanta ce ne fosse stata nei giorni prima di Natale. Tantissime persone, tantissimi sacchetti in mano. Complice forse la temperatura mite (ho visto ragazzi in maniche corte!), i saldi hanno superato le attese (pessimistiche ormai per partito preso, sembra di capire) di negozianti e associazioni dei consumatori. Con picchi incredibili non solo a Milano e in altre città del nord, ma soprattutto negli outlet (sentendo le notizie sul traffico sabato, spiccava l’avviso di autostrada intasata all’altezza di Serravalle per via del flusso di clienti dell’outlet McArthur Glen che si trova da quelle parti). A Roma pare sia andata leggermente meno bene, ma tutti ammettono che forse dai saldi è venuto il primo segnale di ripresa dei consumi e dell’economia.

Come conferma il comunicato diffuso sabato dall’Osservatorio Confesercenti sul commercio, che ha condotto un sondaggio tra i suoi associati e concluso quanto segue: ”Le vendite di fine stagione iniziano meglio di quanto ci si aspettasse: gli operatori commerciali registrano un avvio positivo dei saldi in tutta Italia, anche se a rilevare incrementi del volume di vendite sono soprattutto i negozi dei centri storici delle grandi metropoli e delle città d’arte. Un risultato favorito dal miglioramento meteo; ma ha aiutato anche la concomitanza con l’Epifania, che ha portato ad un aumento del movimento, italiano e straniero, nei centri delle località turistiche”.

Con tutte le precisazioni del caso, penso si tratti di una notizia positiva: forse anche gli italiani si sono “stufati” di subire passivamente la crisi e hanno deciso comunque di spendere, nonostante le mille incognite che riserva il 2015.

Ma il successo potrebbe anche essere legato, almeno in parte, all’anticipo della data di inizio dei saldi: 3 gennaio, mai così presto da tantissimi anni. Forse sarebbe ora di fare una riflessione sull’opportunità di “liberalizzare” almeno in parte le regole sui saldi, invernali in particolare. In molti Paesi, Regno Unito e Usa in testa, le vendite di fine stagione iniziano il 26 dicembre. Come dire: chi non ha proprio potuto resistere e ha voluto il capo o l’accessorio dei desideri per Natale e anche parecchio prima di Natale, ha pagato consapevolmente il prezzo pieno. Per chi ha saputo aspettare e scommettere sulla possibilità di trovare la propria taglia o il colore desiderato anche a fine stagione, perché non iniziare a offrire sconti già il giorno dopo Natale? Mi piacerebbe sapere quante sono le vendite fatte tra il 27 (il 26 in generale i negozi in Italia sono chiusi) e il giorno prima dei saldi, che sia il 3, 4, 5, 6 o 7 gennaio. Credo pochissime. Quindi perché non anticipare la fatidica data? Tanto più che la maggior parte dei negozi ha indirizzari di clienti più o meno fedeli (spesso per essere inseriti basta aver fatto un acquisto solo in un anno) ai quali già dal 27 venivano offerti – via mail o via sms – i “pre-saldi”. e aggiungo che su internet la liberalizzazione post natalizia c’è già da qualche anno. Pensiamoci.