Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sul piacere di scrivere piccole storie. Ma senza esagerare. E scusandomi per l’assenza

Sono passate molto settimane da quando ho aggiornato questo blog l’ultima volta. Le ragioni sono più di una: la prima è che qui in redazione abbiamo avuto tanto da scrivere per le pagine del quotidiano e per Moda24. Ma è anche vero che non ho avuto un’idea “forte”, che mi spingesse a scrivere un post. Ho impostato questo blog come uno spazio leggermente alternativo a quello che ho sulla carta o sul sito del Sole o di Moda24. Ho cercato – non sempre riuscendoci – di scrivere qui di argomenti diversi. O magari di trattarli con toni diversi, visto che si tratta di mezzi diversi e che un blog, per come la vedo io, permette una diversa (non necessariamente maggiore) libertà e una scioltezza, di pensiero e di scrittura. In alcuni casi ho usato il blog per esprimere piccole opinioni personali: non rinnego niente ma credo che in futuro cercherò di farlo sempre meno. O meglio, opinioni continuerò ad averne, tante, credo. Ma cercherò di “criticare” sempre meno, tenendo presente che – sul piano personale ma anche su quello professionale – è veramente difficile sentirsi autorizzati a “giudicare”. Ci salvano i numeri, per fortuna, specie qui al Sole 24 Ore. Come mi hanno insegnato tanti colleghi, e soprattutto Paola Bottelli. Sulla base dei numeri, nudi e crudeli, spesso possiamo dipingere scenari senza sembrare saccenti o irrispettosi. Possiamo trarre piccole o grandi conclusioni o lasciare che sia il lettore a farsi un’opinione o a giudicare aggiungendo alle informazioni che possiamo dare noi quelle che lui ha già. Anche se, certo, pure i numeri vanno usati e maneggiati con cura. Inoltre c’è l’esperienza: chi fa questo lavoro da tanto tempo, di osservatore/raccontatore/analizzatore, è ovviamente molto più titolato ad aggiungere opinioni e commenti ai fatti. Poi c’è l’immediatezza del blog e la fantastica possibilità (che a tratti può fare un po’ paura) dell’interazione con i lettori, che reagiscono, commentano, ci fanno riflettere su quello che abbiamo scritto.

Perché quindi scrivo queste righe? Primo, per scusarmi, in un certo senso: un blog è fatto per essere aggiornato e a volte – oltre alle ragioni che ho detto – non lo si fa anche per umanissima pigrizia. Ma mi è venuto da scrivere questo post pure sulla spinta di una vicenda che mi ha tristemente colpita questa settimana, raccontata dall’irriverentissimo (per fortuna!) sito Dagospia (http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/grande-firma-copia-incolla-si-scrive-federico-rampini-ma-si-legge-96033.htm).

Faccio una doverosa premessa: a me piace molto il mio lavoro. In particolare il fatto di potere entrare in contatto con persone che altrimenti non avrei mai conosciuto. Ascoltare queste persone e raccontare le loro piccole/medie/grandi storie. Poi certo, tutti noi giornalisti siamo un po’ narcisi: vedere il nostro nome stampato sulla carta, per quanto da molti condannata a estinzione (non da me, ma questa è un’altra storia…) o anche sull’homepage di un sito stuzzica questo narcisismo in modo quotidiano, ininterrotto e potentissimo. Quindi non negherò mai il piacere di vedere il mio nome in cima o in fondo a un articolo. Ma con gli anni credo di poter dire che la soddisfazione maggiore viene, come ho detto, dalla piccola consapevolezza di aver raccontato una storia in buona fede. Con i propri limiti e forse falsata da qualche eccesso, appunto, narcisistico, ma sempre in buona fede.Fine della “premessa”.

 

E torno al fatto che mi ha colpito questa settimana: è la vicenda di Federico Rampini. Uno dei giornalisti più brillanti e prolifici che l’Italia conosca. Per non parlare della quantità di libri che riesce a scrivere (due all’anno, ultimamente), della partecipazione a trasmissioni televisive, radiofoniche. Ha scritto e interpretato persino uno spettacolo teatrale. Poi però si scopre che gli spunti per i suoi articoli non sono quasi mai suoi. Tanto tempo fa avrei detto: e allora? Vive in America, legge ogni cosa gli passa sotto il naso, ascolta, si documenta. Ovvio che gli spunti non sono suoi: suo però è il merito di metterli insieme, farceli conoscere, tradurre articoli che avremmo ignorato ecc ecc. Purtroppo la vicenda è tristemente più complicata e meno illuminante, dal punto di vista giornalistico e forse anche umano. Rampini è stato beccato a copiare, letteralmente, decine di pezzi, da articoli apparsi su giornali e siti americani.

 

Anche qui tanto tempo avrei detto: se li ha tradotti, è comunque un merito. Eh, no: li ha tradotti ma ci ha messo la sua firma, senza citare la fonte. Faccio un passo indietro, per ricordare un fatto personale che risale all’agosto del 2000. Ero appena stata assunta al Sole 24 Ore, lavoravo per il sito e scrivevo di qualsiasi cosa, ma soprattutto di “net economiy”. Era il suo momento: ogni giorno c’era qualche notizia di fusione, nascita di aziende, proclama di cambiamenti epocali economici, finanziari, sociali… ovviamente si stava preparando la bolla che poi sarebbe scoppiata, ma intanto eravamo tutti ubriachi di Amazon, eBay, Netscape, Napster ecc ecc. Per avere notizie e spunti tutte le mattine leggevo avidamente siti specializzati come C.Net e i siti dei giornali della California (allora ancora in salute) come il San Francisco Chronicle, il San Jose Mercury News e molti altri. You name it. Una mattina fui colpita da un pezzo sull’assistenza sanitaria americana. Uno di questi giornali raccontava una delle molte vicende di “sanità negata” che chi ha vissuto in Italia, pur con tutti i limiti del nostro sistema, fatica a comprendere. Riguardava due anziani coniugi che non avendo un’assicurazione rischiavano la vita per una malattia tutto sommato banale. Non ricordo i dettagli, ma, come ho detto, fui molto colpita. Poi passai oltre, alla solita caccia di “notizie high tech”. Uno o due giorni dopo sulla prima pagina della Repubblica campeggiava un pezzo di Federico Rampini (allora inviato a San Francisco) sui due coniugi. C’erano i nomi, la storia, i dettagli. MANCAVA LA FONTE. Ero sconvolta. Gli scrissi un’email, dicendo più o meno: sono una giornalista praticante un po’ vecchia (avevo già 30 anni, sono arrivata tardi al giornalismo), non ho fatto scuole specializzate, ti leggo e ti ammiro da sempre, ma, caro Federico Rampini illustre inviato di Repubblica, me lo devi proprio spiegare perché non dici che questa notizia, questa storia, non è tua. Mi rispose, incredibilmente. Ma arrampicandosi sugli specchi. La toppa peggiore del buco, come si dice qui. Per me la sua credibilità finì quel giorno, anche se ho continuato a leggerlo.

 

Non mi diletto nel giochino di andare a vedere su Google News dove ha preso le sue storie. Ma c’è chi lo fa e, come dicevo, questa settimana, l’imbarazzante verità è tornata a galla. Ma – e qui torniamo forse a quello che dicevo all’inizio – fare il giornalista è bellissimo: scrivere storie, vederle pubblicate, specchiarsi un po’ in loro… Si, ma c’è un limite: se hai due rubriche settimanali (forse anche di più), scrivi ogni giorno o quasi sulla prima pagina del secondo quotidiano italiano, hai un blog che aggiorni ossessivamente ecc ecc… come fai? COPI! e questo è triste, in una parola.

 

Per quanto mi riguarda, cercherò, anche per “colpa” del narciso che c’è in me, di continuare ad aggiornare il blog e a raccogliere storie di aziende, imprenditori, creatività. e a raccontarle come meglio posso. Ma – prometto – senza esagerare. E’ questa la lezione che ho imparato da Rampini, il vero re dei narcisi.

PS: errare è assolutamente umano, sia chiaro, lo so bene. Qualche anno fa anch’io “copiai” un pezzo: ero a New York, alle sfilate della fashion week di febbraio. Di fronte alla sede delle sfilate dell’epoca, un tendone a Bryant Park, distribuivano fotocopie di un articolo sulla sfilata Diesel Black Gold che conteneva succose informazioni economiche. Lo tradussi quasi letteralmente per il Sole, senza indagare troppo da dove venisse, era una specie di “velina”, di rassegna stampa senza fonte specifica. Tornata a Milano l’autrice dell’articolo, Luisa Zargani di Wwd, mi fece notare quale orrenda scorrettezza avessi fatto. Avrei voluto morire o almeno sprofondare. Sono abbonata da anni a Wwd e ho sempre citato le notizie date in anteprima da Wwd dicendo “come scrive l’unico quotidiano della moda e del lusso al mondo, Wwd”. Che buccia di banana avevo pestato! Mi scusai talmente tanto, producendo un mini dossier di tutte le volte che avevo citato la fonte, che non ci furono conseguenze (il direttore di Luisa aveva – giustamente – pensato di parlare dell’increscioso fatto col mio direttore dell’epoca, Ferruccio de Bortoli). Ma un giorno, se dovrò rispondere a un “tribunale dei giornalisti” in una specie di purgatorio in cui immagino di finire, questo episodio verrà fuori. Mi sono scusata, questo lo so. Ma ho sbagliato, perché “accecata” dalla voglia di tradurre in italiano, per il mio giornale, per i suoi lettori, per la mia mini gloria personale, quelle notizie. Credo mi sia servito da lezione, è la mia unica consolazione.

  • ChestInfusia |

    Propecia While On Propecia Drug Nebenwirkungen Cialis Generika [url=http://e4drugs.com]generic cialis europe kamagra[/url] Zithromax 5 Day Z Pharamcy Canada [url=http://demalan.com]buy viagra[/url] Purchase Abortion Pill Online Buy Propecia Finasteride 5mg Shop Provera Cialis Viagra Levitra Comparison [url=http://rxdemon.com]viagra[/url] Buy Cheap Zithromax Viagra Posologie Vidal Nizagara For Sale [url=http://cidovir.com]cialis buy online[/url] Cialis Bestellen Mit Rezept Baclofene Duree Mejor Cialis Levitra Propecia Skin Rash Drugs [url=http://call4ph.com]viagra[/url] Oestrogel Mg Xyzal Cheapest Indian Prices For Nizagara Walmart Formulary Propecia Soldeu Fast Quick Delivered Viagra [url=http://perpill.com]viagra online pharmacy[/url] Levitra Que Hace Comprar Cialis Envio Urgente Cialis 20 Mg Alcool Canadianpharmacy [url=http://erxbill.com]viagra online pharmacy[/url] Potenzmittel Viagra Holland Cialis 20 Mg Consigli Zyban Mysecuretabs [url=http://trirx.net]buy dapoxetine online usa[/url] Viagra For .75 A Pill Aquista Propecia Pfizer Celebrex Discount Propecia Generic Propecia Carlo Libido [url=http://asooog.com]cialis[/url] Buying Nizagara On Line Buy Silagra 100 Amoxicillin Human Dosage Pak Rxlist Viagra Chi Non Lo Puo’ Usare Buy Kamagra Online Ireland [url=http://kwinga.com]finasteride for sale[/url] Buy Xenical Online Ireland

  • acapulchra |

    io ormai leggo solo il Daily Mail, tutte le notizie dei maggiori quotidiani non economici italiani vengono riprese pari pari da li

  • Luca |

    ciao Giulia bellissimo post … non lasciarci per così tanto tempo … “scrivici” sempre sul tuo/nostro blog … è un piacere leggerti ! Bentornata veramente

  • Giulia |

    @lorenzo pellegrini
    grazie mille, arrossisco via web!

  • lorenzo pellegrini |

    Un post davvero gradevole. Lo rileggo.
    Una lezione di onestà intelletuale.
    Bentornata.

  Post Precedente
Post Successivo