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Ma quanti cani e gatti nelle pubblicità di fine estate!

Per me, PIU’ cani, gatti, animali in generale, parlanti o no, bendisposti o no, ci sono nelle pubblicità e nelle campagne di comunicazione in senso più ampio, di qualsiasi marchio e di qualsiasi settore, MEGLIO E’.  E per contro mi disturbano un po’ quelle dove gli insetti – nobilissimi animali anche loro – vengono “distrutti” (uno dei miei molti traumi infantili minori, diciamo così, è la pubblicità “Raid li ammazza stecchiti”). In generale comunque in tutte queste pubblicità gli animali hanno un ruolo positivo, da protagonisti e alcune sono molto belle, sia per le immagini scelte sia per le idee che ci sono dietro (penso alla donna che si rotola come il suo gatto su un pavimento, gustando il piacere di muovere il corpo su una superficie dura, come da canoni del miglior stretching felino). Fatta questa premessa, so che i pubblicitari dicono che quando sono un po’ a corto di trovate, ricorrono a cani, gatti o magari bambini, anche quando non si tratta di promuovere prodotti per i rispettivi “pubblici” (è chiaro che i marchi di cibo per cani e gatti usano cani e gatti!).

vogue_chat
Per questo mi ha colpito sfogliando in questi giorni i nuovi numeri di alcune riviste la notevole presenza, nelle campagne pubblicitarie ma persino nei servizi, di cani (husky in particolare) e gatti (su Vogue France sono i protagonisti, insieme a maglioni e capi in angora, di uno speciale dedicato ai bijoux, qui di fianco trovate uno scatto “amatoriale” di una di queste pagine). Trovo tutte queste campagne molto efficaci (non le inserisco qui perché non desidero farmi veicolo promozionale di alcuno), ma mi chiedo cosa ne pensiate voi, lettori del blog. E’ sincero “animalismo”, nel senso di ammirazione per la bellezza, il fascino, la spontaneità che gli animali hanno, o è una scorciatoia in assenza di idee più forti o originali?

  • Roberto Rigatti |

    Condivido tutto ….ma soprattutto la tua lettura dei giornali a Radio24 fatta con serenità e bravura ! Finalmente non sento più usare termini tipo “stragge” o “subbito” che storpiano la armonia della nostra lingua ! Super anche l’inglese . Un abbraccio Roberto

  • Gigio |

    Auguri @Giulia Buon Natale

  • Giulia Crivelli |

    @vincenzo e credo che a Hitler piacessero molto i cani…
    @marco lo so, sono molto ingenua quando faccio certe considerazioni. vedo attraverso i miei occhiali di – spero – autentica animalista. sulle pubblicità con donne rivolte al pubblico maschile però il discorso sarebbe moooooolto lungo e complesso. magari prima o poi affronterò il tema. intanto ti segnalo un bell’articolo su Repubblica di oggi (tradotto dal Guardian) in cui Jonathan Franzen parla anche di femminismo

  • marco |

    Gli animali così come i bimbi commuovono, attirano la nostra attenzione. Lo stesso dicasi per le donne vestite solo di una goccia di profumo delle quali sono zeppe le pubblicità rivolte al pubblico maschile. Animalismo? Femminismo? credo proprio di no, anzi trovo le due categorie fuorvianti e poco educative. Tecniche alle quali si ricorre in mancanza dell’iskra, la scintilla della genialità

  • vincenzo |

    macchè animalismo, è un semplice calcolo economico di efficacia del messaggio basato sul crescere – tra il pubblico – della tendenza a uno sdolcinato e puerile sentimentalismo; attenzione, però, che anche a Stalin piacevano i gatti …

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