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Pitti come il Salone del mobile?

Chi abita a Milano aspetta con gioia, ogni aprile, il Salone del mobile, la grande rassegna dedicata all’arredamento, ai complementi d’arredo e al design nel senso più ampio del termine. Oddio, forse non tutti: qualcuno si lamenta per l’eccessivo traffico o perché ha l’impressione che la città sia invasa da un popolo straniero. Un po’ in effetti è così: arrivano da tutto il mondo i visitatori del Salone, sia per andare al polo fieristico di Rho-Pero, un capolavoro di architettura contemporanea (firmato da Massimiliano Fuksas) che vale da solo una visita, sia per partecipare alle centinaia di mostre, presentazioni, eventi piccoli e grandi che coinvolgono, per una settimana, l’intera città.

Il confronto con le settimane della moda (quattro in tutto, due per la donna, in febbraio e settembre, e due per l’uomo, in gennaio e giugno) viene naturale: Milano non appare altrettanto "aperta". Solo altrettanto intasata.

A Firenze invece, dove due volte all’anno si tiene Pitti Uomo, la più importante manifestazione dedicata all’abbigliamento maschile di alta gamma, le cose vanno un po’ diversamente. Forse perché la città è più piccola, forse perché non ci sono, alla Fortezza da Basso, vere e proprie sfilate, forse perché gli organizzatori sono più flessibili o forse ancora perché le aziende si fanno meno guerra tra di loro… fatto sta che da mercoledì a sabato chi si trovasse a Firenze potrebbe fare il pieno di cocktail, feste, inaugurazioni dove la moda incrocia l’arte, i grandi stilisti si mostrano insieme ai grandi industriali del tessile, indispensabili partner, i vip (e, ahimè, neppure le veline) non mancano.

Forse Milano potrebbe imparare da Firenze. Se la moda riuscisse a fare quello che fa il design, coinvolgendo i milanesi e invitandoli a vedere da vicino quello che normalmente osservano solo in televisione o sulle riviste, sarebbe bellissimo.