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Per l’immenso archivio Capucci ci vuole il web

Mancano poche ore all’inaugurazione del 72esimo Pitti Uomo, ma grazie al web è come se la grande fiera dedicata all’abbigliamento maschile fosse già aperta. La Fondazione Roberto Capucci ha creato un archivio virtuale sterminato, una sorta di museo interattivo che ripercorre l’avventura creativa dello stilista romano, uno dei padri della moda italiana (la sua prima sfilata fu proprio a Firenze, nel 1951).

Capucci
L’archivio web, online da ieri, non è solo un catalogo informativo: per metterlo a punto la Fondazione Capucci ha lavorato in partnership con Microsoft. Ci si può perdere tra le 450 creazioni, 300 illustrazioni, 22.000 schizzi, 20 quaderni di bozzetti (come quello a sinistra, esposto a Berlino nel 1992), 150 audiovisivi, 50.000 articoli di stampa, e quasi 50.000 fotografie (a destra, un abito in taffetas).
Capucci2

Il tema della digitalizzazione degli archivi è interessante. Le biblioteche scoppiano, i libri vanno al macero, le riviste di moda e tonnellate di altra carta usata vengono riciclate e le immagini vanno perdute. Ma digitalizzare su un supporto fisico è rischioso: i cd-rom e dvd-rom possono diventare obsoleti, così pure i lettori, così pure ovviamente i computer. Ma se un archivio finisce sul web, forse può evolversi insieme alla rete. E non morire mai.

  • patrizia |

    ho provato ad entrare nel sito della fondazione, da come ne parla lei ci è riuscita, ma senza password non si entra. come fare?sa darmi qualche indicazione? la ringrazio.
    patrizia oppedisano

  • patrizia |

    ho provato ad entrare nel sito della fondazione, da come ne parla lei ci è riuscita, ma senza password non si entra. come fare?sa darmi qualche indicazione? la ringrazio.
    patrizia oppedisano

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