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Anita, la miliardaria che non vuole morire ricca

Anita Roddick, la fondatrice della catena The Body Shop, mi è sempre stata molto simpatica. Ho sempre pensato che ci si potesse fidare di lei. E a me piace avere fiducia, possibilmente cieca, nelle persone. Ancora di più, paradossalmente, se non le conosco.

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Negli anni ho sentito spesso criticare Anita (nella foto) e la sua azienda, che produce e vende cosmetici "naturali", secondo una logica equosolidale e garantendo di non effettuare alcuna sperimentazione sugli animali.

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Ha pubblicato anche un libro in cui racconta la storia di the Body Shop, Business as Unusual, che ha avuto un grande successo.

Però c’era chi diceva che The Body Shop era solo un fenomeno di moda, che sarebbe passato. O peggio, che Anita era solo una scaltra imprenditrice e che i suoi cosmetici non erano poi così naturali né ecosolidali. Poi c’è stato chi ha cominciato a dire che in fondo non era neanche tanto brava come imprenditrice: a un certo punto era stata costretta a rivolgersi a manager esterni (ma non è questo che fanno gli imprenditori illuminati per gestire la crescita?). Quando poi, nel giugno 2006, Anita ha ceduto il controllo di The Body Shop al colosso francese L’Oreal per 130 milioni di sterline, in molti hanno pensato che arricchirsi era stato il suo scopo fin dall’inizio.

Io continuo a credere che non sia così. E un bell’articolo firmato da Anita per il Time mi dà una nuova conferma.

La fondatrice di The Body Shop spiega che dei 130 milioni di sterline ricevuti da L’Oreal, 30 sono finiti immediatamente alla Fondazione Roddick, che ogni anno ne "assegna" 3 a progetti di beneficienza. Il resto le serviranno per portare avanti le mille battaglie in cui è impegnata o che sostiene indirettamente, dalla difesa delle persone ingiustamente intrappolate nel sistema carcerario italiano al sostegno alla ricerca medica. "Il tempo di uscire dall’utero ed ero già un’attivista. Sono parte degli anni Sessanta, ho l’attivismo per i diritti civili, ambientali, umani nel Dna – scrive Anita sul settimanale americano -. L’idea di morire con un sacco di soldi non mi seduce affatto. Voglio usare gli anni che mi rimangono sporcandomi le mani nelle battaglie per i cambiamenti sociali. Voglio poter vedere la grande differenza che i soldi possono fare, dando via tutti quelli che ho".

Io continuo a crederle. E’ bellissimo avere fiducia nelle persone.