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Tanti modi di amare gli animali

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L’altro giorno ho sentito Raffaele La Capria che presentava il suo ultimo libro, "Guappo e altri animali" (Mondadori). Mi ha molto colpita: è un uomo gentile e domani andrò in libreria a comprare il libro, che contiene piccole grandi storie di animali.

"Dobbiamo capire quale profonda resposabilità abbiamo verso chi dipende da noi – ha detto La Capria al suo intervistatore -. Penso che questa "regola" debba valere per i singoli individui, ad esempio nei confronti dei cani, come il Guappo del titolo, che ho amato moltissimo; ma credo che la stessa regola valga per la società, per esempio nei confronti dei carcerati".

Credo che La Capria abbia ragione, però nel mio rapporto con gli animali, oltre che il senso di responsabilità, che è senz’altro molto forte nel caso di cani, gatti e pesci, c’è una fascinazione estetica. Non credo di aver mai visto un animale "brutto". Li trovi tutti bellissimi. I miei preferiti sono i felini, dai gatti ("il piccolo grande capolavoro della natura", come diceva Leonardo) alle pantere, dalle linci alle tigri siberiane. Ma trovo stupendi anche delfini, mante, balene, meduse, sogliole, gianchetti; armadilli, suricata, scarabei e cobra. Polpi, pappagalli, calamari giganti e bradipi. Credo che anche molti stilisti facciano cose stupende quando si ispirano agli animali e forse succede più spesso di quanto crediamo.

Ma chi in assoluto trae maggiore ispirazione dalle forme animali e vegetali forse sono i creatori di gioielli. L’ultimo caso in cui mi sono imbattuta è un orafo toscano, Antonio Palladino.

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Le sue creazioni sono in argento, eppure sembrano fatte di oro bianco e brillanti. Sono gioielli da indossare, ma anche vere e proprie sculture. Le collane, bracciali, anelli e orecchini avvolgono collo, braccia e dita, ma con un pizzico di delicatezza in più di quanto non farebbero un polipo, un serpente o un gatto. Palladino appartiene a una famiglia di orafi e ha lavorato con le pietre e i metalli più preziosi; da quest’anno ha scelto un materiale più "povero", poco usato nell’arte della gioielleria, ed è intervenuto con una particolare lavorazione, chiamata "luminosa". L’effetto, sia da vicino sia da lontano, è quello di un pavè di brillanti su oro bianco o platino. In realtà le uniche pietre incastonate, non preziose, sono gli occhi dei vari animali.
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Ma la cosa più affascinante è il modo in cui i gioielli "abbracciano" il corpo, grazie a un’altra particolare lavorazione che li rende completamente snodati.Il polipo (nella foto qui sopra) ha sette lunghi tentacoli e due si uniscono per formare un bracciale, mentre gli altri cadono delicatamente sul polso. Nel coccodrillo è la coda a fungere da bracciale, chiudendosi nella bocca dell’animale. Per gli amanti di gatti e simili c’è la tigre, anche in versione collana: un felino così maestoso, in forma di gioiello, non si vedeva da quando Cartier creò il suo famoso ciondolo.
Ma a qualcuno la pantera del marchio francese appare addormentata, mentre la tigre di Antonio Palladino sembra vivissima, eppure innocua, docile. Non potevano mancare i serpenti, sempre snodati e avvolgenti, e il granchio, che si accomoda sul polso come se fosse su un bello scoglio.

  • VILLANIS FABRIZIO |

    ANTONIO PALLADINO E’ NAPOLETANO TRASFERITOSI AD AREZZO ED IL FIGLIO HA UN NEGOZIO DI OREFICERIA A NAPOLI.

  • Antonio palladino |

    Chiunque vuolesse contattare Antonio Palladino si rivolga al numero 3926625566

  • giulia |

    indirizzo e-mail: palladino.gioielli@gmail.com

  • giulia |

    potete contattare ljuba KOZEVA BELLOFIORE
    +39 335 236220

  • letisya |

    lavoro per un compania a Nueva York. Ci siamo interassati nel Antonio Palladino gioiello. qualcuno sa come contattarlo?
    vivre.com

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