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Marras, geniale anche negli inviti

Uno degli aspetti più divertenti delle settimane della moda sta nel ricevere gli inviti alle sfilate e alle presentazioni. Alcuni sono bellissimi e tutti sono molto originali. Ogni volta mi diverto a stilare una mia classifica personale del più bello in assoluto.

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Vince sempre Antonio Marras (nella foto), lo stilista sardo che a Milano presenta la sua prima linea mentre a Parigi sfila come direttore creativo di Kenzo. Questa volta ha inviato un cartoncino ripiegato in quattro punti e chiuso da una sagoma di Pinocchio. Il cartoncino è color panna, decorato da scritte e disegni neri, fatti utilizzando una stilografica da calligrafia. Per le sfilate uomo dell’invenrno scorso era arrivato un quaderno, di quelli che usavano i nostri nonni, con carta ingiallita e copertina nera. Un’altra volta l’invito era una "fettina" di tronco d’albero, un legno profumato su cui era inciso data e ora della sfilata.

Antonio Marras ha siflato ieri e ho sentito pareri pressoché unanimi: una collezione bellissima. Lui ha detto «Pinocchio è il burattino che taglia i suoi fili per andare avanti da solo, l’ho scelto come metafora di questo momento molto importante della mia carriera, perchè ho appena riacquistato il mio marchio (da Les Copains) e, a gennaio, lancerò una seconda linea prodotta da Stefanel. Per me è una rinascita, sento di ripartire da zero».

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Sarà molto interessante vedere la "seconda linea" di Marras: i prezzi saranno contenuti, in linea con quelli di Stefanel (ma comunque più alti, presumibilmente, di Zara, H&M, Mango ecc. Però forse, finalmente, avremo un esempio di "moda che non è un lusso", per dirla con Sarah Jessica Parker. E di "autonomia creativa" di una linea di moda che non è pret-a-porter, ma non copia da nessuno.

A questo proposito vi segnalo la rivista mensile Style. L’ho trovata su un volo della Vueling, la compagnia spagnola low cost (fantastica per altro). In Italia non c’è, ma ne esistono molte versioni nel mondo. E’ una rivista molto divertente da sfogliare e mostra quello che le grande catene come Zara, H&M, Mango ecc. tendono a negare: la loro grande offerta creativa è – anche – frutto di una costante duplicazione, in versione low cost, dei modelli visti sulle passerelle. Molte delle rubriche di Style mostrano il look delle passerelle con i pezzi (e i prezzi) originali, magari mischiando le proposte dei vari stilisti. Accanto, mettono "l’equivalente" in versione Zara&Co. Vedere per credere.

Sono cliente di queste grandi catene, credo che abbiamo molto da inseganre in termini di logistica, attenzione al cliente e molte altre cose. Però sono d’accordo con Miuccia Prada: se "copi" le idee degli altri, almeno ammettilo. La moda low cost, dice la stilista, forse può esistere, ma dovrebbe essere un’altra cosa, dovrebbe riuscire, come dicevamo, ad avere un’autentica autonomia creativa, non essere la versione low cost delle idee di qualcun altro.