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Miuccia non vuole bambini “firmati”

Nel febbraio scorso ho fatto una lunga chiaccherata con Miuccia Prada ed è stata una delle più interessanti conversazioni che io abbia avuto negli ultimi anni. La stilista è come molti la raccontano: colta, intelligente, curiosa e allo stesso tempo riflessiva. Si capisce che inorridisce al pensiero di dire o anche solo pensare cose banali. Non cose leggere, quelle vanno bene, ma banali. In questi giorni mi è tornato in mente quello che mi ha detto sulla possibilità di disegnare una linea junior o addirittura baby. "No, no. I bambini, almeno i bambini, lasciamoli in pace".

Non tutti la pensano come Miuccia Prada. Domani a Firenze si apre il Pitti Bimbo e per molti stilisti che ancora non l’avevano fatto è l’occasione per presentare le loro linee dedicata a bebè, bambini e adolescenti. Non ho figli, non so come mi comporterei. La maggior parte delle cose firmate dagli stilisti sono oggettivamente bellissime. Se ne avessi, forse cederei, budget permettendo, alla tentazione di vestirli "griffati". O forse no. Mia sorella ha due figli: Marta, 3 anni, e Otto, un anno. Lei compra da H&M, Zara o ai mercati. Non per mancanza di mezzi né, credo, per snobismo. Ma per un sanissimo buon senso: crescono da un giorno con l’altro e qualsiasi cosa va sostituita nel giro di pochi mesi. Per di più non tutte le cose comprate per Marta possono essere passate al povero Otto, che è un maschio. Credo quindi che mia sorella veda l’acquisto di abitini firmati come uno spreco.

Il dilemma, comunque, si ripresenterà quando saranno un po’ più grandi. Io avevo 16 anni, credo, quando ho fatto la mia prima scena isterica perché dicevo di non poter vivere senza un Moncler verde pisello. Ma credo che oggi i genitori debbano affrontare richieste simili molto prima. E non credo sia un bene. Però, lo ripeto fino alla nausea, non ho esperienza diretta in materia e mi permetto solo di sollevare la questione. Anche se, in linea teorica, resto perfettamente d’accordo con Miuccia Prada: "Lasciamo in pace i bambini".

  • Marta |

    io ho fondato con un’amica il movimento di liberazione dei bambini Burberry. se vedo ancora i checks su un bebé divento isterica.

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