Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sono andata per saldi. E mi sento in colpa

Oggi a Milano sono iniziati i saldi. E io non ho resistito: ho comprato un paio di stivali (che ho voluto indossare subito, senza calze, col risultato che ora ho quattro vesciche dolorosissime), una maglietta, un golfino peso piuma. Non aveva bisogno di nessuna di queste tre cose. Stivali ne ho tanti, perché da un paio d’anni metto solo quelli. Mi fanno sentire protetta. Magliette ne ho un numero imprecisato e anche a golfini non sono messa male. Non mi stupisce il fatto di aver comprato, per l’ennesima volta, cose di cui non avevo bisogno. Mi stupisce il bisogno che sentivo stamattina, impellente, di andare per saldi. Volevo assolutamente comprare qualcosa. E già mentre pagavo, oltre all’innegabile piacere dell’acquisto, mi assaliva il senso di colpa. A distanza di un bel po’ di ore mi sento ancora così: soddisfatta dei miei stivali e della mia maglietta, sorpattutto (anche quella l’ho dovuta mettere subito) ma anche consapevole che ci sono modi più costruttivi di spendere i propri soldi.

Ma sentite cosa dice Franco La Cecla (non sui saldi, ma sulla moda in generale) nel suo libro La moda rende felici (per mezz’ora almeno): "L’idea che la moda sia la forma contemporanea dell’entusiasmo, una passione breve ma duratura, che costruisce la propria costanza sulla sua rapida obsolescenza – un’idea elaborata da Simmel, da Benjamin e ripresa da Roland Barthes – lega indissolubilmente la nostra concezione del tempo al sistema delle mode. In questa intuizione sono presenti due elementi opposti. (…)

Il primo attribusice la moda  a una dimensione grave – morte e moda come due cose che si corteggiano – il successo di una moda essendo legato alla sua morte prossima. (…) Il secondo elemento è quello intuito da Benjamin. La fantasmagoria delle merci non è solo un imbroglio, un trucco del capitale per prendere in giro la stupidità umana, ma è nella natura stessa delle cose e degli oggetti, nel loro impossibile materialismo che li spinge immediatamente a caricarsi di connotati simbolici. La moda in questo senso è l’ambiguità per eccellenza della leggerezza, che contiene in sé la caudictà, ma anche il kairos, il tempo greco dell’opportunità, l’attimo propizio del godere".

  • quaqquero |

    meglio investire nei saldi che nei fondi

  • alice |

    anche noi abbiam iniziato con i saldi 😉

  Post Precedente
Post Successivo