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Io tifo Simona

Oggi Simona Ventura ha presentato il suo marchio di abbigliamento, StarChic. Per ora si tratta di una serie di tute, la maggior parte in ciniglia, disegnate insieme a una sua amica, Federica De Pompeis. La presentazione di questo nuovo brand è stata abbastanza insolita. Ancora una volta, se mai ne avessi avuto bisogno, ho avuto la dimostrazione che non bisognerebbe MAI e poi MAI giudicare, anche in modo bonario, una persona che non si conosce di persona ma solo attraverso, ad esempio, la tv. Simona Ventura è allo stesso tempo la stessa che si vede in tv (scattante, energica, sorridente, palestrata, loquace) e diversa da quella che si vede in tv, perché quando ti saluta e ti stringe la mano e ti spiega i suoi progetti per questo suo nuovo marchio e ti offre qualcosa da mangiare o un bicchier d’acqua, è una persona vera, autenticamente gentile e disponibile. ti guarda negli occhi, ti ascolta, ti racconta da persona a persona. non da star del piccolo schermo a spettatrice del momento.

L’idea delle tute non è sbagliata: è vero, come ha detto la stessa Ventura, che ci sono tantissimi marchi di abbigliamento e che creare qualcosa di nuovo è difficilissimo. Ma è anche vero che in Italia l’idea della tuta è ancora legata alla palestra o alla stare in casa. Mentre all’estero è diverso. Madonna insegna. Certo, c’è tuta e tuta. Quelle di StarChic, come ha spiegato Federica De Pompeis, utilizzano la miglior ciniglia disponibile e oltre al modello "basico" ce ne sono impreziosite di perline, cristalli svaroski e in futuro, chissà, di materiali ancora più preziosi. però resta la comodità, la facilità d’uso e di abbinamento. Simona ne indossava una grigia e sotto si intravedevano scarpe coi tacchi, Federica ne aveva una nera e portava dei sandali. Non sono tipo da tuta, StarChic non fa per me. Ma credo che faccia per molte altre donne e auguro a queste due amiche successo. tute a parte, l’incontro di ieri mi ha colpito anche per un’altra ragione.

Simona avrebbe preferito non parlare di televisione, ma delle sue tute. Ma tutti i giornalisti presenti alla piccola presetnazione di oggi (fatta nel suo appartamento milanese, con una stupenda corrente d’aria che rendeva superflua l’aria condizionata, ed è un fatto abbastanza incredibile con 35 gradi) le chiedevano dei suoi progetti, dell’isola di famosi, di quelli che il calcio ecc.

E qui mi ha davvero sorpresa: ha spiegato che quelli che il calcio non punterà allo share puro e semplice ma alla qualità. che non si tratta di un progetto velleitario ma di un’idea in cui lei crede profondamente ma che è condivisa dai vertici della rete. poi ha detto che la domenica televisiva ha bisogno di essere rivoluzionata, che almeno su una delle rete rai deve esserci qualcosa di diverso dal semplice rincorrere lo share. che è sbagliato spaventarsi se alla prima puntata non ci saranno grandi risultati, che un programma può crescere, che non si deve lavorare con l’ansia degli ascolti ma con un progetto creativo. non erano solo parole, c’era dell’inattesa sostanza nelle spiegazioni di simona ventura. non guardo tanto tv, ho preso sky da poco prorpio perché l’offerta di rai e mediaset è quello che è. però quelli che il calcio è un programma piacevole e a questo punto io tifo simona (e inter, by the way).

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