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La città più “vivibile” è Monaco di Baviera

Sabato in aeroporto (che belli gli aeroporti!) ho comprato una rivista di cui avevo sentito parlare, ma non avevo ancora visto: Monocle, la nuova creatura di Tyler Brùlé, l’inventore di Wallpaper, cioè un genio dell’editoria contemporanea. Il servizio di copertina si intitola "The best places to call home" che, molto meno poeticamente, potremmo chiamare le città più vivibili. E’ una classifica delle 20 città al mondo che offrono, secondo Monocle, "la miglior qualità di vita". Non c’è neppure una città italiana, come (purtroppo) spesso succede in queste classifiche. Ecco le 20 città (tra parentesi i milioni di abitanti del "centro", non dell’intera area metropolitana):

1. Monaco di Baviera (1,6)

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2. Copenhagen (0,503)
3. Zurigo (0,347)
4. Tokyo (8,5)
5. Vienna (1,638)
6. Helsinki (0,560)
7. Sydney (4,2)
8. Stoccolma (0,8)
9. Honolulu (0,380)
10. Madrid (3,2)
11. Melbourne (3,6)
12. Montreal (1,9)
13. Barcellona (1,67)
14. Kyoto (1,5)
15. Vancouver (2)
16. Auckland (1,4)
17. Singapore (4,48)
18. Amburgo (1,74)
19. Parigi (2,15)
20. Ginevra (0,185)

(nella foto l’Allianz Arena, lo stadio di calcio di Monaco, che di sera può essere illuminato di colori diversi)

A parte l’orgoglio di vedere Monaco in cima alla classifica (mio nonno era nato lì vicino) e condividere l’opionione sulla bellezza e "vivibilità" della città (anche se non la conosco a fondo come vorrei), la classifica mi è piaciuta moltissimo per come è costruita. Un breve profilo (quattro pagine per Monaco, due per copenhagen, una per le città dalla terza alla decima posizione e un colonnino per le altre 10); qualche foto e una serie di indicatori molto pratici (metrics).

popolazione, voli internazionali che raggiungono la città, tasso di criminalità, sistema di istruzione, sanità, ore di sole all’anno, temperature medie stagionali, connettività, tolleranza, leggi sull’alcol e orari dei negozi, trasporto pubblico, media locali, media internazionali, spazi verdi, accesso alla natura, iniziative ambientali, posti da tenere d’occhio e "le cinque cose che renderebbero migliore la città".  poi ci sono i "monocle metrics", cioè i personalissimi criteri scelti dalla rivista.

Su Monaco tra i "monocle metrics" c’è n’è uno bellissimo. A parte i criteri standard, i fattori decisivi che hanno fatto vincere a Monaco il primo posto nella classifica sono:

le proporzioni (mix perfetto di edifici alto basso ecc.)
l’aeroporto
la costante qualità di tutto quello che avviene o viene creato o esiste in città (dal giornalismo ai ristoranti, dal trasporto pubblico ai nuovi edifici)
l’ottimo caffè
IL FATTO DI ESSERE IL LUOGO "WHERE ITALY MEETS GERMANY": cosa potrebbe esserci di più attraente e piacevole – scrive Monocle – dell’imbattibile mix di efficienza germanica e di approccio alla vita all’italiana?

Quindi, mi correggo, in cima alla classifica di Monocle, in un certo senso ci siamo anche noi. Ma "corretti" alla tedesca. O forse c’è la Germania, ma "corretta" all’italiana. Come dire che le cose migliori sono sempre degli ibridi.

  • FABRIZIO |

    CI SONO STATO E’ STO VALUTANDO DI VENDERE LE MIE PROPRIETA’ IN ITALIA OER VIVERCI E’ LA CITTA’ NUMERO UNO !!! ANDATECI , L’ITALIA E CHI VI PARLA E’ ITALIANO NON POTRA’ MAI ESSERE COME UNA CITTA’ DELLA GERMANIA MONACO GIUDIZIO 10+

  • unno |

    io però tra roma e monaco mi tengo roma. non si può lasciarla fuori da ‘sta classifica. i criteri saranno razionalmente condivisibili, ma come misuri la magia?

  • Alessandro |

    Sono d’accordo con unno. Le città italiane sono invivibili.

  • Alessandro |

    Sono d’accordo con unno. Le città italiane sono invivibili.

  • unno |

    vorrei un luogo where germany meets italy

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