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Ferragosto, ed è subito malinconia

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Forse l’ho già scritto e se è così me ne scuso: io amo Milano in agosto. Mi piace viverci e persino lavorarci, anche perché ogni cosa, in ufficio e fuori, viene fatta con ritmi più umani. Per non parlare della temperatura, che è sempre molto più piacevole che in luglio. Tornare a casa in bicicletta alla sera è una goduria. (qui accanto, una foto scattata oggi da una delle web cam del sito Milano cam)

Ma domani è già ferragosto e in un attimo arriverà la fine del mese, la città si ripopolerà e i ritmi torneranno quelli di sempre. Tutti gli anni, a quest’epoca, la stessa sensazione di melanconia, per il mio agosto milanese che finisce. per una cosa piacevole che finisce.

Io domani non sarò a Milano: vado a farmi un bagno in Liguria, spostandomi in treno ovviamente, però ho pensato a una poesia che si avvicinasse al mio stato d’animo malinconico di quasi-fine-estate e mi è venuto in mente Thoedore il poeta, creatura di Edgar Lee Masters. Eccolo.

Theodore il poeta di Edgar Lee Masters

Da ragazzo, Theodore, sedevi per lunghe ore
sulle rive del torbido Spoon
con gli occhi profondi fissi sulla tana del gambero,
aspettando che apparisse spingendo la testa,
prima le antenne ondeggianti, come fili di fieno,
e poi il corpo, colorato come steatite,
gemmato con occhi di giada.
E ti domandavi, come rapito,
che cosa sapeva, che cosa desiderava, e perché mai vivesse.
Ma più tardi guardasti uomini e donne
nascosti nelle tane del fato fra grandi città,
osservando le loro anime uscire,
in modo da poter vedere
come vivevano, e per che cosa,
e perché strisciassero così in faccende
sulla distesa di sabbia dove l’acqua vien meno
quando l’estate declina.

  • CosmicVoidAroundMe |

    Beh, per la verità ti capisco benissimo: anche io amo la mia città (Roma) in agosto! E, voglio proprio sbilanciarmi, credo che sarei disposto ad amare pure Torino, Milano, Bologna, Trento e Verona (sempre ad agosto).
    Però già a settembre comincio ad amare di più i prati e i boschi alpini, specialmente quelli impervi e aspri, dove nove non c’è traccia di bipedi a eccezione di quelli con le piume e con le ali.
    E quando si fa ottobre vorrei passare le mie ore sdraiato tra le foglie cadute, guardando il cielo da uno strappo tra il verde dei rami.
    Sarà forse una malattia?
    Ciao,
    CosmicVoid

  • agostino |

    milano in agosto sembra una città normale

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