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In viaggio con Velvet, GQ e Vanity Fair

Ieri alle 18.03 ho iniziato il mio viaggio di ritorno da Spotorno a Milano. Ci ho messo più di quattro ore. l’intercity da savona ha accumulato quasi un’ora di ritardo. io non ho la patente quindi viaggio spessissimo in treno e sono abituata ai ritardi. a volte mi arrabbio, ma nella maggior parte dei casi no, perché non ne ho più la forza. anche se continuo a sperare che il sistema ferroviario italiano migliori. perché viaggiare in treno è bellissimo. si riesce a dormire (nel viaggio di andata verso la liguria, quando prendo l’intercity delle 7.10 da milano, lo faccio quasi sempre) ma soprattutto si può leggere. io avevo con me vanity fair, che questa settimana viene venduto abbinato a GQ, e velvet. un peso pazzesco, tra tutti e tre. però ne è valsa veramente la pena. premetto che se avessi un portafoglio più pieno ogni giorno comprerei una trentina di riviste e non so quanti quotidiani. probabilmente di più. AMO la carta stampata, come AMO internet. ma spero davvero che la seconda non si mangi la prima. e secondo me non succederà.

in generale io con le riviste faccio così: le sfolgio facendo delle orecchiette alle pagine dove voglio tornare, per leggere gli articoli dalla prima all’ultima riga. finito di sfogliare, torno indietro.  questa volta ci ho messo un sacco di tempo, perché ho fatto un sacco di orecchiette.

tra le cose da leggere (e tralascio quelle da gaurdare, ma con attenzione):

VANITY:

  • articolo su lindsay lohan e la crudeltà dello star system americano
  • intervista al figlio di bernard arnault sulla scelta di gorbaciov come testimonial di Louis Vuitton
  • articolo su un campo estivo in inghilterra dove i bambini obesi vanno in vacanza ma anche a imparare un po’ di cose sull’alimentazione e su sé stessi
  • articolo su ciò che sta bene alle alte e a quelle di noi che non lo sono tanto

GQ (e non sono una lettrice, stupidamente evito i maschili)

  • editoriale del mitico alessandro robecchi su corona
  • intervista a isabella ferrari. sempre interessante capire i disagi di una bellissima
  • intervista a rocco siffredi. ho imparato un sacco di cose sul mondo del porno, che mi ripugna e mi attrae allo stesso tempo
  • articolo su gherardo colombo. un pezzo di storia dell’italia degli ultimi 30 anni
  • intervista a thierry henry. dimostrazione che i calciatori possono avere un super cervello

VELVET

  • articolo sulla vita di un libro, da quando nasce a quando finisce nelle mani del lettore. BELLISSIMO
  • articolo su bob marley. non capisco molto di reggae ma intuivo l’importanza del personaggio. ora molto di più
  • articolo sul blog di hedi slimane. un passo nella testa di uno stilista
  • articolo su chloè sevigny. altro che paris hilton
  • almeno altri 10 articoli per non parlare delle pagine su tendenze, look ecc.

Insomma, sono arrivata in centrale un po’ stravolta dal viaggio. però ero anche felice, rinfrancata. sarà anche "wishful thinking" di una che è nata con la carta stampata e vorrebbe morire con la carta stampata (e con internet, a braccetto), però le riviste possono essere divertenti, ben fatte, interessanti, creative, colorate, moderne, piene di energie. basta che dietro ci siano delle idee. e nel caso di vanity, gq e velvet mi sembra sia così.

  • ab |

    se c’è rocco li compro anch’io

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