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Due proposte per gli Ig-Nobel

Qualche anno fa un mio amico mi ha fatto scoprire il magico mondo degli Ig-Nobel, premi che vengono assegnati ogni anno alle ricerche più bizzarrissime, inutilissime, comicissime fatte nei laboratori e nelle università migliori del pianeta. Oggi ho trovato due ricerche, serissime, che potrebbero essere candidate ai prossimi Ig-Nobel.

Ma eccovi la lista delle ricerche che hanno vinto nel 2006 (tanto per darvi un’idea):

  • Ornitologia: Ivan R. Schwab e Philip R.A. May (Stati Uniti), per aver spiegato perché i picchi non soffrono di emicrania.
  • Nutrizione: Wasmia Al-Houty e Faten Al-Mussalam (Kuwait), per aver dimostrato che lo scarabeo stercorario è schizzinoso nell’alimentazione.
  • Pace: Howard Stapleton (Galles), per avere inventato un’apparecchiatura che emette suoni fastidiosi per gli adolescenti, ma non udibili dalle persone adulte.
  • Acustica: D. Lynn Halpern (Stati Uniti), per la ricerca sul motivo per cui alle persone dà fastidio il rumore delle unghie sulla lavagna
  • Matematica: Nic Svenson e Piers Barnes (Australia), per aver calcolato il numero di scatti necessari per evitare che in una fotografia di gruppo qualcuno abbia gli occhi chiusi.
  • Letteratura: Daniel Oppenheimer (Stati Uniti), per il suo studio sulle conseguenze dell’utilizzo di un linguaggio erudito indipendentemente dalla necessità.
  • Medicina: Francis M. Fesmire (Stati Uniti) e Majed Odeh, Harry Bassan, Arie Oliven (Israele) sulla cura del singhiozzo intrattabile con il digitomassaggio rettale.
  • Fisica: Basile Audoly e Sebastien Neukirch (Francia), per lo studio sulle ragioni per cui, spezzando una manciata di spaghetti secchi, questi si rompono in più di due pezzi.
  • Chimica: Antonio Mulet e Carmen Rosselló (Spagna), per lo studio sulla «velocità ultrasonica nel formaggio Cheddar a pasta dura in relazione alla temperatura».
  • Biologia: Bart Knols e Ruurd de Jong (Paesi Bassi), per aver dimostrato che la zanzara Anopheles gambiae è attratta allo stesso modo dall’odore dei piedi umani e del formaggio tipo lindberger.

Barbapapa
Ecco invece le due ricerche che ho trovato oggi nelle agenzie di stampa:

La prima dice che è certo, il colore preferito dalle donne è proprio il rosa o al massimo un rosso bluastro tendente al viola. A confermarlo uno studio che sarà pubblicato domani su Current Biology, una pubblicazione di Cell Press, che per la prima volta dimostra scientificamente che gli uomini e le donne hanno gusti differenti in fatto di colori.

(A me l’unica cosa rosa che piace veramente è barbapapà).

La seconda ricerca viene dall’università di Louisville, nel Kentucky e dice che le persone con gli occhi azzurri sarebbero più intelligenti di quelle con gli occhi scuri. Secondo Joanna Rowe, che ha coordinato gli studi, esisterebbe un «legame ancora non esplorato fra il colore degli occhi e l’apprendimento». Quelli con gli occhi azzurri sarebbero migliori pensatori e strateghi, e la prova starebbe nel successo  in attività che richiedono abilità strategiche e di pianificazione nel tempo, come il golf, o gli esami universitari. Dallo studio emerge invece che chi ha gli occhi castani avrebbe un minore tempo di reazione, raggiungendo migliori prestazioni in  sport come il calcio e l’hockey. Tuttavia Rowe ammette che «non c’è ancora una risposta scientifica sicura». Un altro oftalmico, Tony Fallone, dell’università di Bedfordshire, in Inghilterra, sostiene invece che i risultati della ricerca  debbano essere presi più sul serio come indicatori della personalità e delle abilità.

Non ho gli occhi azzurri e non ho mai constatato il legame tra colore degli occhi e intelligenza. ma se lo dice joanna rowe dell’università del kentucky…

  • nino |

    premetto che ho gli occhi azzurri, ma anche a me se da un lato la cosa mi lusinga, dall’ altro questa ricerca mi lascia perplesso, anzi mi sembra propio una fesseria, sappiamo bene che l’ intelligenza è condizionata molto dall’ ambiente , sospetto che la ricercatrice abbia incluse persone dei ceti bassi, come ispanici latini in generale e neri, che non sono meno intelligenti per razza assolutamente, ma che purtroppo, vivono in generale in condizioni più svantaggiate di noi bianchi con gli occhi azzurri.

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