Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

L’Italia vista da Zeit

Non sono in alcun modo nazionalista, forse anche perché non ho solo sangue italiano nelle vene. nel senso che non penso che questo paese sia migliore (né forse peggiore) di altri. o che i suoi abitanti siano migliori o peggiori di altri. abbiamo tanti pregi e tanti difetti, distribuiti in modo molto eterogeneo tra i 60 milioni circa che siamo. ma sul nazionalismo il discorso sarebbe lunghissimo.

Zeit
però sul mio passaporto c’è scritto "nazionalità italiana" e la maggior parte della mia vita l’ho vissuta qui. per questo sono felice quando si parla bene dell’italia e degli italiani e mi dispaice quando succede il contrario. in qualche modo, lo prendo come un fatto personale. non so se questo possa essere una forma di nazionalismo.oggi ho sfogliato la zeit, uno dei più bei giornali che conosco (uso il femminile per un piccolo vezzo: zeit in tedesco vuol dire tempo ed è femminile (l’articolo die significa "la", come sono femminile mondo e terra, die welt e die erde). e gli articoli che riguardano l’italia non sono tutti lusinghieri.

c’è un reportage da san luca, in calabria, che dà un’immagine terrificante delle terre della ìndrangheta. poi c’è un’intervista  a leoluca orlando che spiega come le mafie italiane siano infiltrate anche nelle banche tedesche. poi c’è un ritratto di roberto saviano, costretto a vivere sotto scorta dopo aver denunciato la camorra. però c’è anche un altrettanto ampio e informato ritratto di silvana fucito che dice "ich habe keine angst" ("io non ho paura"), imprenditrice campana che ha sfidato la camorra. e poi c’è un bellissimo reportage da marettimo, isola dei miei sogni, dove prima o poi vorrei trascorrere una settimana.

tutto sommato, l’immagine che il lettore si fa dell’italia non solo a tinte fosche, non va in una sola direzione. e forse è questa l’imamgine più vera. c’è la mafia, ma c’è anche chi resiste. c’è la desolazione dei paesaggi, ma anche la bellezza.