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“Viva Donatella”

Dv
A volte invidio chi scrive per il New Yorker: per certi articoli arrivano ad avere 10-12 pagine… praticamente un romanzo breve, nel nostro settore. Nel numero in edicola in questi giorni è successo con la storia dedicata a Donatella Versace. In copertina l’articolo è richiamato con lo strillo "Viva Donatella".

E’ un numero particolare del mitico New Yorker, il "fashion issue", più corposo del solito (infatti è rilegato come fosse un piccolo libro), che esce una o due volte all’anno in periodi particolarmente caldi per la moda. Nello scorso anno c’era stata un’intervista bellissima a silvia venturini fendi e l’anno prima a miuccia prada, con ritratto di lorenzo mattotti. La copertina di questo numero, una città di scarpe, è di bruce mccall, bravissimo illustratore americano (ma perché i giornali italiani usano così poco l’illustrazione?).

nel lungo articolo si tocca ogni aspetto della vita di Donatella, dal lavoro agli affetti, dalla morte del fratello gianni (il 15 luglio 1997) alla malattia di allegra (che soffre di anoressia), agli interessi del figlio, che suona in un complesso rock e che lei a volte accompagna ai concerti.

Non è un articolo scritto per compiacere donatella, né per renderla simpatica a tutti i costi: dodici pagine sono abbastanza per tratteggiare un ritratto completo, una cosa che i giornalisti americani sono bravissimi a fare. li invidio per questo ma anche perché, come dicevo all’inizio, hanno lo spazio per farlo. in italia sarebbe impossibile chiedere e ottenere 12 pagine. ma forse i lettori apprezzerebbero.

  • serena |

    Mi fa un po’tenerezza e un po’pensare a quei pochi, pochissimi redattori che dietro le loro scrivanie in noiose-burocratiche-spente-acide redazioni pensano (o sognano e un po’lo fanno) a una maniera altra di fare questo mestiere. Mi dico che da una parte sono piccoli eroi dell’onestà intellettuale perchè “resistono”, dall’altra immagino se quei giornalisti riuscissero a incontrarsi da qualche parte del mondo-reale e virtuale, e a parlare…Sarò ottimista ma secondo me in Italia di giornalisti così ce ne sono almeno settanta, che significa due piccole redazioni o una grande redazione. E mentre sogno di fare uno stage al fanta-giornale leggo che belpietro va a panorama… S.

  • Marta |

    e dire che io ti ci vedrei così bene. in una rivista così, intendo.

  • docciascozzese |

    mi sono sempre chiesta perchè da noi i periodici con articoli come dici tu di 10-12 pagine siano spesso noiosi e riservati a una nicchia intellettuale. il new yorker è un settimanale sicuramente “alto” e colto, ma che non rinuncia ad esempio all’ironia con le vignette e i cartoni animati sul sito. c’è anche un’altra differenza: le 10-12 pagine di cui sopra non sono opinioni ma fatti. facts, facts, facts. è giornalismo anglosassone, altro dna. il numero che citi ce l’ho davanti, e anche se di moda non capisco nulla aspetto le ore libere del weekend per gustarmelo.

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