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Da Chicago a Mosca

sono tornata da chicago, citta bellissima. scusate gli accenti, ma sto scrivendo da un albergo a mosca da uno strano congegno colelgato alla tele e una tastiera che mi sta gia facendo innervosire… chicago l’avevo vista tanti tanti anni fa e ne avevo un bel ricordo. ma mi ha stupita in meglio. ottobre e’ il mese degli artisti: gallerie aperte, "artists’ walks" per i quartieri, mostre collettive, happy hour nei musei ecc ecc. e poi e’ il mese della moda… anche se non sono andata per quello. sono andata per vedere la maratona e portare la borraccia a un amico che la correva. bellissima esperienza, come ogni maratona che ho visto. rito collettivo di sport e gioia di vivere, sensazione che mi e’ fin troppo estranea. anche se quest’anno a dire il vero c’e’ scappato il morto: 32 gradi con il 90% di umidita’ e’ stata durissima per tutti. ho lasciato gli stati uniti ripromettendomi di parlare piu’ spesso delle cose positive che li caratterizzano, invece di criticare unicamente, come spesso faccio. sono il paese del cambiamento, del movimento, dell-entusiasmo. e dei servizi che funzionano, cosa che colpisce sempre. torno in italia con una sensazione di angoscia e rabbia. forse perche’ a parigi ho sfolgiato i nostri giornali. ora sono a mosca, per i saloni del mobile in trasferta. un pezzo di italia che funziona, tanto per cambiare. fa molto freddo e la citta’ mette un po’ paura a notte fonda. domani potro’ dire com’e’ di giorno.

  • giulia |

    cara cristina, ebbene si’, ho sperperato ferie per la maratona. pochi giorni, ma sempre ferie sono. negli ultimi anni ho adottato questo metodo: brevi vacanze ma molto “intense”. anche perche’ se vado via piu’ di due settimane di seguito tornare al lavoro diventa difficilissimo. quanto alla forza del design italiano, non so dirti. la forza restano, mi par di capire, le aziende, mentre le menti creative convergono da noi da molti paesi. la maleducazione, temo, e’ il rovescio della medaglia del nostro esasperato individualismo, che come effetto positivo ha spesso quello di farci essere diversi e creativi, mai intruppati. tempo fa ho quasi litigato con un imprenditore a cui cercavo di spiegare che il rovescio della medaglia dell’individualismo a volte e’ schiacciante. qualcuno dice che non “riusciamo a fare squadra”. personalmente l’espressione non mi entusiasma, ma condivido la sostanza. siamo maleducati perche’ troppo troppo individualisti.

  • Cristina Tagliabue |

    E infatti ci si chiedeva, ma dov’è Giulia, cosa sta facendo? Domanda 1. Hai sperperato ferie per la Maratona? Complimenti!!! Scelta originalissima. Domanda 2. Ma sei il design italiano è così incredibilmente forte, perché Milano rimane così tristemente maleducata, a vedersi? Buona Mosca…

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