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Che paura i magazzini Gum

Venerdì, ultimo giorno della mia permanenza a Mosca, faceva un freddo tremendo, nevischiava e mi sembrava di essere in cima a un ghiacciaio. Però mi sono spinta fino ai grandi magazzini Gum, perché morivo dalla voglia di vederne l’ennesima evoluzione. Quando ci sono stata la prima volta, tre anni fa circa, erano un bel centro commerciale all’americana, non molto di più. ora sono diventati un department store di lusso, di quelli dove sei un po’ in soggezione dal momento in cui varchi la soglia. tutto troppo scintillante, pulito, illuminato, quasi perfetto, apparentemente. La cosa che più mi ha impressionata è la quantità di apparecchi antitaccheggio: all’entrata, ovviamente, ma anche prima di ogni porta degli acensori, dei bagni, all’imbocco delle scale mobili. Questi aggeggi mi mettono sempre a disagio, forse da quando una volta, in un supermercato unes, uno ha suonato perché avevo in borsa un videocassetta blockbuster che deve aver fatto qualche contatto. mi hanno fatto svuotare la borsa ed è stato molto imbarazzante. credo che quando questi controlli si rivelano una sbaglio delle macchine, i clienti andrebbero risarciti in qualche modo per essere stati ingiustmaente sospettati di essere ladri. Ma torniamo al Gum: oltre alle macchine anti taccheggio ogni piano è pieno di guardie di sicurezza, vestite di nero, con auricolari, walkie talkie e naturalmente pistola ben visibile. siccome avevo in mano un blocchetto per appunti e ogni tanto scrivevo qualcosa, forse sembravo un po’ sospetta. così mi hanno osservata per tutto il tempo ed è stato molto scocciante. sono uscita quasi subito.