Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Le modelle al buffet

Sono a Pechino da meno di 24 ore e avrei già un milione di cose da scrivere. Quello che mi manca è la forza… Il fuso questa volta mi uccide: ieri siamo arrivati alle 12 ora locale, le 6 del mattino per me, e mi sembravo abbastanza pimpante. Due ore ed ero una sonnambula. Alle 8 di sera un colpo di sonno tremendo, salvo poi svegliarmi a mezzanotte, riaddormentarmi e ora, alle quattro del mattino, eccomi qua a scrivere al pc. Sulla città, posso dire che sembra molto più moderna di Mosca. La vera capitale di un Paese in via di autentico sviluppo, sociale ed economico, sembra questa. Basta guardare le facce delle persone, soprattutto dei giovani. Il grigiore russo è assente. Ma forse, chissà, anche il clima c’entra. Qui c’è un bell’autunno mite, il vento ha portato via un po’ del proverbiale smog (nello scorso anno in una settimana NON HO MAI VISTO uno scorcio del cielo di pechino, la cappa grigia e puzzulente avvolgeva ogni cosa). O forse, chissà, a differenza di quanto succede a Mosca, le autorità locali stanno facendo davvero qualcosa per il traffico e l’inquinamento.
Ma in realtà la cosa che mi ha colpito di più ieri è stato quello che ho visto a pranzo. Qui in albergo lo staff di Fendi è dappertutto, siamo davvero in tantissimi. Abbiamo colonizzato la struttura. Ufficio stampa e giornalisti sono solo una piccolissima parte. Poi ci sono i fotografi, le sarte, gli stylist, le persone del commerciale, lo staff della sede di Parigi, tutti le donne e gli uomini della casa madre, Lvmh, e naturalmente ci sono le modelle. grandissima efficienza, professionalità, un gruppo di persone che si muove con una specie di "entusiasmo collettivo", come una grande, unica organizzazione di gente a cui piace moltissimo il suo lavoro.

Ma veniamo alle modelle. anche a loro, credo, piace il loro lavoro, anche se sorridono, in generale, qui come a milano, meno degli altri. sono una novantina in tutto ci hanno detto. Oggi sfileranno sulla grande muraglia e ieri è stata una giornata di grandi preparativi.Le ho incontrate quasi tutte a pranzo, che era a buffet. Ho avuto l’ennesima prova di quanto sia difficile per ragazze e donne così filiformi il rapporto con il cibo.
non lasciatevi MAI ingannare da chi vi racconta (spesso sono le stesse modelle, ma a volta lo fanno anche gli stilisti e tutti coloro che non volgiono o non riescono a vedere la realtà) che sono magre senza fare sforzi, che è la loro costituzione, che sono magre perché sono giovani e alte, che in realtà mangiano quello che volgiono, anche i dolci e le cose salate piene di calorie. Queste ragazze non sono magre, bensì molto magre. anche se NESSUNA può essere definita anoressica, sia ben chiaro. Pesano tutte, a occhio e croce, tra i 40 e i 45 chili massimo. Un peso così si può mantenere solo mangiano MOLTO poco.
E qui veniamo al buffet. Si avvicinavano tutte circospette, con il loro piatto enorme in mano (in Cina il nuovo benessere vuol dire anche mettere a disposizione, esporre, e ovviamente sprecare enormi quantità di cibo). Facevano uno, due giri, tenendosi a "distanza di sicurezza" dal banco, e non scrutando il cibo da vicino, come possono fare i golosi curiosi, magari con un sorriso di piacere sul viso, che decidono cosa prendere, sapendo che i buffet sono pericolosi. i buffet quando sono così ricchi inducono a riempirsi il piatto, l’occhio è sempre più grande dello stomaco, credo si dica. quando finalmente le ragazze si decidevano a prendere qualcosa, usavano le grandi posate con pochissima disinvoltura, con gesti veloci, quasi infastiditi. sembrava esserci una battaglia tutta interna tra il desdierio di prendere una bella porzione e quello di piluccare appena. preso il cibo scattavano tutte un passo indietro, come per rimettere una distanza di sicurezza tra loro e il "nemico".
le scelte cadevano sulle stesse cose: insalata scondita, qualche verdura bollita. tutte cose per gli altri frequentatori del ristorante erano contorni. spesso neanche quello, perché a disposizione ce n’erano di molto più gustosi. poi un po’ di frutta. una ragazza accanto a me ha avuto un’incertezza e con quello che mi è sembrato un sorriso ha messo sopra alla sua anguria una pallina di gelato e, incredibile, un cucchiaio di frutti rossi sciroppati. è stato un attimo di debolezza. ha riempito il piatto, poi l’ha guardato, come se non credesse neppure lei a quello che aveva fatto. e l’ha abbondonato lì, sul banco del buffet, non se l’è neppure portato al tavolo. la prova del suo "reato" doveva essere scaricata. ho provato un misto di stupore, tenerezza e pena. ho visto anche qualche ragazza che dopo un primo viaggio al buffet da cui era tornata con due foglie di insalata e un pomodoro, si riempiva un secondo piatto in modo nervoso e palesemente fuori dal suo controllo, scegliendo cibi assolutamente "proibiti", come una specie di parmigiana e un’insalata conditissima con uova  e maionese. purtroppo non posso che pensare che subito dopo abbia dovuto andare in bagno a vomitare. e poi rimettersi a posto al meglio. perché il vomito lascia tracce fisiche evidenti (non la puzza, tutte sanno pulirsi con cura), ma il visto stanco, gli occhi arrossati ecc. queste ragazze DEVONO essere belle, quindi le bulimiche hanno un surplus di angoscia. non solo combattano la loro fame e cercano di trattenersi, ma a volte sono sconfitte dal loro nemico cibo. devono vomitare e sanno che è una cosa che le danneggia sul lavoro. ma ingrassare le danneggerebbe ancora di più. e scelgono il male minore, la via di fuga di emergenza. questa è, secondo me, la vita delle modelle. non volgio dire del 100% di loro, perché voglio pensare che ci sia sempre qualche eccezione. ma se diciamo il 99% secondo me ci avviciniamo molto alla verità. ed è una cosa che mi mette un’enorme tristezza.