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Passeggiando in un “mall” di Pechino

Quando sono in una città straniera, magari di un Paese in cui non sono mai stata, o che conosco pochissimo, non vedo l’ora di andare in un supermercato locale. Per vedere se mi oriento, quali sono le differenze e come vengono "adattati" a ciascun mercato i prodotti che mi sono familiari e che appartengono a multinazionali, come Coca-Cola, Colgate, San Pellegrino ecc. ecc. Stamattina sono andata a farmi un giro in un supermercato di Pechino, qui vicino all’albergo, in un centro commerciale che se non fosse stato per le scritte, sarebbe sembrato in tutto e per tutto un mall americano. Ho trovato tutto quello che cercavo: pompelmi, pomeli, cotton fioc, una pinzetta, dei biscotti con gocce di cioccolato, diet coke e cicche senza zucchero. Non ho visto nessuna differenza sostanziale tra questo supermercato pechinese (di medie dimensioni, un vero supermarket di città, non un ipermercato), tranne la maggiore quantità di sistemi antitaccheggio: tutte le cose piccole o preziose (creme, alcolici, cibi pregiati) sono chiusi in armadietti che solo il personale può aprire. E un’altra differenza, forse, è che le commesse sono un po’ meno tristi delle nostre, ma credo sia solo perché non è molto che qui esistono i supermercati. Ciò che mi ha colpita è proprio questa mancanza di differenze.

A Mosca non è così. Il supermercato che ho visto assomigliava più a uno dei nostri "di per di" di provincia: un po’ disordinato, non fornitissimo né troppo grande.
A Pechino invece anche il centro commerciale era molto occidentale: sia per tipo di negozi, tutti di fascia media, sia per il pubblico: uomini e donne assolutamente contemporanei. intendo, nostri contemporanei. A Mosca invece si vedono ancora le tracce del passato, anche sui visi, i vestiti, gli sguardi delle persone. La Cina cresce e ci assomiglia sempre di più. non so se sia un bene o un male.