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Il futuro dello shopping on line

Secondo Michele Norsa, amministratore delegato di Salvatore Ferragamo, l’e-commerce diventerà, nel giro di dieci anni, uno dei principali canali di vendita per i beni di moda e lusso. L’ha detto oggi a Milano e la sua opinione è condivisa da molti. Diesel ha appena lanciato un nuovo sito con una sezione dedicata all’e-commerce che Renzo Rosso ha definito "il negozio che avva sempre

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sognato" (abbiamo pubblicato un pezzettino sul sole di domenica. Qui di fianco c’è un’immagine, scusate se non si vede molto). La piattaforma per il nuovo sito l’ha mess a punto Yoox, che nelle vednite on line di abbigliamento, accessori (e da poco anche design) in Italia è stato pioniere. E che da qualche tempo ha creato una società ad hoc per offrire consulenza a chi vuole vendere on line (le ultime partnersip in ordine di tempo sono con Marni ed Emporio Armani).
Contemporanemente, sia Ferragamo sia moltissimi altri marchi, continuano a investire tamtissimo nella creazione di negozi sempre più grandi o almeno sempre più particolari, usando archittetti famosi e anche fantasiosi. Ogni tanto penso sia un paradosso. Ma tutti mi dicono che non è così, che le due forme di shopping conviveranno anche perché soddisfano esigenze diverse. in parte credo sia vero: mi piacerebbe, ad esempio, poter comprare on line magliette di JCrew o Gap, che però non spediscono, per ora, in Italia.

Però c’è anche un aspetto ludico, che forse tira fuori la bambina che c’è in me (e magari anche in altre persone). Quando ordini qualcosa e poi lo aspetti (in genere per pochi giorni) e poi lo ricevi è un po’ come Natale. Poi rifletti e ti rendi conto che il regalo non te lo fa nessuno, ma l’aspetto ludico c’è. Alcuni siti poi ti "coccolano" in un modo incredibile. Inanzitutto sono efficientissimi (oltre al già citato e pioneristico Yoox, per noi europei è comodo net-a-porter, che è inglese). Le spedizioni sono precise, affidabili, puntuali (ovviamente tramite corriere). Ti mandano una mail quando arriva qualcosa di nuovo, hai tutto il tempo che vuoi per guardare e riguardare. Però, per me, non c’è niente come provare. Comprare on line resta un gioco. andare fisicamente in un negozio è tutta un’altra cosa, persino se la commessa è antipatica o insistente. Mi ripeto questa cosa dell’importanza dell’esperienza fisica anche sui giornali: cerco di convincermi (whishful thinking?) che la carta non sparirà mai perché avere tra le mani un giornale non sarà mai come vederne la prima pagina riprodotta sullo schermo di un computer.