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Tre borse e non una di più

Le gazzette nazionali ci hanno spiegato che a New York, per le vacanze di Natale, era pieno di italiani. E di europei in generale: è uno degli effetti della debolezza del dollaro, andare negli Stati Uniti è più conveniente che mai. E quando si è lì la tentazione di fare incetta di borse firmate, magari da regalare (o rivendere) agli amici è forte. Se ne sono accorti i grandi magazzini del lusso e i siti on line che vendono prodotti di lusso. In un articolo apparso due giorni fa sul New York Times si spiegava che Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorg Goodman, sui loro siti, non permettono a nessuno di comrpare più di tre borse all’anno. I prezzi in dollari sono super convenienti, per noi europei, e pare che ci sia stata incetta di borse Gucci, Bottega Veneta, Prada, Dior, Chanel. Fare un affare è sempre bellissimo, ci si sente risparmiosi e anche un po’ furbi. Ma comprare borse in Usa per rivenderle qui mi sembra esagerato. Pensate al trasporto, che scomodità. Infatti alla giornalista del New York Times che ha fatto il reportage è capitato, dice, di dover aiutare una ragazza dell’Est Europa a chiudere, sedendocisi sopra, una valigia stracolma di jeans firmati, che la turista-affarista si apprestava a riportare in Slovenia per rivnderli.