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La scelta di Saks sulle taglie

Taglie
Torno, dopo tanti mesi di assenza, con un post sulle taglie. L'argomento mi interessa molto, trovo assurdo che la maggior parte delle collezioni sia disponibile solo nelle taglie 38-40-42-44-46, dove la 38 è veramente costruita su misura per le cavallette che sfilano in passerella e la 46 è in realtà, in molti casi, una 42 d'altri tempi. Preciso che non parlo spinta dall'esasperazione di non entrare in una di quelle 40 o 42: sono assai magra e ci entro. Il punto è che le taglie si sono "scollate" dalla realtà o ne hanno creata una parallela, ammesso e non concesso che la 46 di una volta fosse "sbagliata" e che andasse rivista. Potremmo parlare per ore del rischio di far nascere e sviluppare complessi di inadeguatezza, soprattutto nelle ragazze più giovani, connesso a queste "taglie smagrite" e, ad esempio, della sempre crescente diffusione di disturbi alimentari. Su questo tema ho trovato fantastica una battuta di Annette Bening nel film Women (film peraltro abbastanza brutto). Alla figlia della sua amica Meg Ryan, che vuole "essere magra come le modelle sulle riviste", Annette, che è direttrice di una rivista di moda, risponde: "Ma cara, nessuna è così magra, neanche loro, sono tutte ritoccate con il computer". Ma il problema dell'immagine di sé, dell'autostima e dell'accettazione di sé e del proprio corpo va ben oltre questo e non voglio ridurlo a una questione di taglie. Qualcuno deve però essersi accorto che se si volgiono vendere vestiti non dico in grande ma anche solo in modesta quantità, bisogna farli nelle taglie giuste, cioè che vadano bene a molte donne "normali", quelle che seguono la moda e poi entrano nei negozi e nei department store. Così Saks Fifth Avenue, la catena di department store, ha annunciato che amplierà l'offerta di taglie dei "vestiti firmati", introducendo le taglie 16 e 18 (equivalente di una 48 e di una 50, più o meno).  Non  è chiaro quali stilisti abbianio già aderito al progetto di Saks o quali aderiranno. Però si tratta di una bella sfida. Fantastica la motivazione, come da comunicato ufficiale di Saks, nel senso che sembra l'uovo di Colombo: "Saks Fifth Avenue always strives to meet the needs of our customers. After recent review, we concluded there are customers who desire designer clothing in sizes that are not currently available in our store". (nella foto, Jean-Paul Gaultier alla fine di una sfilata del 2005, con la modella-non-esattamente-cavalletta Crysal Renn)

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  • gigio |

    rimodulare le etichette delle taglie (44 reale, etichetta 42)per i capi femminili, è un ottima tecnica di vendita così come nei negozi gli specchi obliqui di qualche grado che alzano e smagriscono la figura. Incredibile come è semplice far contento il mondo femminile !

  • Roberta Camille Lione |

    Io ieri mi sono comprato un vestitino da Zara taglia L (e se è una 46.. è una 46 molto striminzita)..l’ho messo sopra un vestitino che avevo comprato da Sax l’anno scorso in taglia 10 e la L di Zara era più piccola..

  • paola bottelli |

    @giulia, ti prego di tenerci al corrente di chi sono questi stilisti. Mentre giro per St Tropez mi accorgo che tante signore anche davvero wealthy sono molto abbondanti: ad esempio le mediorientali, perche’ li’ agli uomini piacciono cosi’.
    Ovvio che essere una 42 sarebbe meglio, ma siamo in tante a non trovare mai nulla che ci vada bene: tremendo non riuscire a infilare le braccia nelle maniche della tua taglia, perche’ ci riesce tua nipotina di 10 anni! A proposito, bentornata!!

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