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La geopolitica di barba e capelli

Il tema acconciature e capelli mi è carissimo: se dovessi dire quanti "bad hair days", come li chiamano in

Badhair
America, ho avuto da quando avevo 13 anni, forse l'età in cui ho cominciato a essere veramente attenta ai capelli… azzardo un numero: in 27 anni, cioè quasi diecimila giorni, sono stata felice e soddisfatta dell'aspetto della mia capigliatura e/o acconciatura direi un centinaio di giorni, cioè l'1% del totale… (a destra, un bad hair day con capelli di media lunghezza. Non ho foto di "good hair days").

per questo quando vedo un articolo sul tema mi incuriosisco sempre. se poi lo scrive l'economist… non è esattamente un articolo sui "bad hair days" delle donne (o degli uomini, sono arcisicura che li hanno anche loro), trattandosi del mitico economist. però sempre di capelli si tratta, della "politica dei capelli", per la precisione. Il settimanale inglese spiega che "sia nelle società libere sia nelle tirannie, i capelli, la barba e i baffi (the hair on, and around, a man's head) hanno un significato ideologico". traduco in fretta e alla meglio – chiedo perdono in anticipo – alcuni brani dell'articolo.

"per i musulmani, imitare maometto è una delle ragioni per farsi crescere la barba, ma si continua a discutere se si tratti di un precetto religioso obbligatorio o semplicemente di una raccomandazione religiosa. Inoltre, più la barba viene incoraggiata nelle società islamiche, più questa diventa impopolare in posti stanchi dell'islam, come l'india, dove nel 2009 un tribunale ha decretato che un'università cattolica aveva il diritto di proibire la barba. in iran gli uomini possono scegliere se radersi o no. Ma molti giovani scelgono di non avere la barba per dare un'impressione di non conformarsi all'autorità".

"nelle società libere, qualsiasi cosa – per quanto sconvolgente sembri all'inizio – diventa dopo un po' accettabile e rispettabile. uno dei politici in maggior ascesa del giappone è un uomo di 58 anni, yoshimi watanabe, il cui partito ha appena vinto 11 posti nella camera alta del parlamento. uno dei suoi segni distintivi è un taglio di capelli alla mohicana che dice di aver copiato da david beckham e che gli elettori sembrano aver gradito".

ora, i miei good/bad hair days non hanno e non avranno mai niente di ideologico. però sono veramnte felice ogni volta che trovo una conferma dell'improtanza dei capelli. per anni mi sono sentita un'incompresa sul tema.