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Colazione, pranzo e forse pure cena da Tiffany

Stamattina ero in via Spiga, dovevo andare da Piquadro a comprare un portafoglio per un regalo di Natale "dimenticato". Il negozio Piquadro è quasi all'incrocio con via Manzoni, uno dei due estremi della via, per chi non fosse di Milano. Già che c'ero e nonostante il freddo ho deciso di dare un'occhiata a tutta la via, fino all'altro estremo, dove via Spiga incrocia corso Venezia. Negozi tutti deserti (domani a Milano iniziano i saldi, forse ci sarà un po' più di movimento) e pochi cambiamenti. Spiccano i TRE negozi Brunello Cucinelli (unico marchio ad avere così tante vetrine in via Spiga) e i cartelli davanti all'ex negozio di accessori Bulgari, che ha chiuso e da marzo ospiterà il primo monomarca Longchamp (borse francesi) di Milano. Non vedendo coda fuori sono entrata da Tiffany: avevo un orecchino da far riparare e poi ogni scusa è buona – per me – per entrare da Tiffany. Dentro c'era una folla pazzesca, quasi come nei giorni prima di Natale. Sono uscita quasi subito, c'era coda anche al piano inferiore, al servizio clienti. Il mio orecchino può aspettare. Adesso sono curiosa di sentire la conference call "post holyday season", in programma per il 10 gennaio. Tiffany sembra veramente non conoscere crisi. Sarà per l'entry price che hanno, sarà per il fascino del marchio, la varietà di prodotti, quel mix di tradizione e novità, sarà il ricordo di Audrey Hepburn e gli articoli usciti in occasione della mostra a Roma su di lei…