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Il peso specifico di Yossi Cohen di Ballantyne

Quando ero al liceo la fisica era la materia che più mi affascinava e attirava. E allo stesso tempo che più mi respingeva. Mi attirava perché trovavo fantastico che ci fosse una spiegazione logica, matematica, fisica appunto di tutto quello che accade. Dal galleggiamento di un salvagente alla caduta libera dei corpi, dall'ebollizione dell'acqua per la pasta all'accendersi di una lampadina. Mi respingeva però perché la parte più romantica, meno razionale di me avrebbe voluto continuare a vedere la magia delle cose, più che la loro spiegazione "meccanica". Uno dei concetti più affascinanti della fisica mi è sempre sembrato più affascinante è quello di "peso specifico". La formula dice che è

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il peso diviso il volume. Io me ne sono sempre fatta una mia idea romantica, per me il peso specifico è il peso "vero" che uno ha, indipendetemente da quello in chili di carne, di fama, di bellezza, di qualsiasi altra cosa vagamente misurabile. Ecco, stamattina, parlando con Yossi Cohen, lo stilista di Ballantyne, ho pensato a come sia grande il suo peso specifico. Quella che presenta oggi è la sua seconda collezione invernale da donna. Dovendo prestarsi alle regole del gioco, per descrivere in poche parole lo spirito della collezione, ha detto che vuole essere l'unione del mondo urbano e di quello della campagan. Detto così, sembra facile e l'hanno già fatto in tanti. Ma lui ha trovato soluzioni semplici e originali insieme. La cosa che mi ha più affascinato è il maglione in cashmere o il cappotto in cashmere "effetto tweed". Da lontano i capi sembrano in tessuto, da vicino ti accorgi che sono in maglia.  (qui accanto, il poncho in 19 colori con il classico pattern a rombi di Ballantyne)