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Milano in agosto, bella ma (troppo) deserta

Stamattina ho cercato un bar per fare colazione, sicura di trovare qualcosa anche prima di via Dante o corso Vittorio Emanuele. Fat chance, come dicono gli inglesi. In corso Venezia era tutto chiuso, in piazza San Babila idem (anche se era aperto Zara Home!). Ho fatto dietro front, per non farmi rapinare in corso Vittorio Emanuele, dove una spremuta di pompelmo costa 4,5o euro (più che in piazzetta a Porto Cervo, dove l'ho pagata 4 euro, al banco ovviamente). Il primo bar aperto appena fuori dalla cerchia l'ho trovato in via Castel Morrone. Gestito da cinesi. Niente spremuta di pompelmo, però. Pazienza. "Niente vacanze?" mi chiede la ragazza al bancone, cinese. "Per ora no", rispondo. "Come cinese, allola!" dice tutta allegra. In vacanza io in realtà ci sono stata e ci tornerò. Il punto è che ho sempre amato Milano in agosto. Silenziosa, pulita, spoglia e quindi più bella. Però c'è un limite al fascino del deserto. Lo dico anche per i turisti. Noi milanesi nella peggiore delle ipotesi andiamo al supermercato. Ma un turista per trovare un pasto caldo deve andare all'Ikea, alle porte della città, praticamente. Pizzerie tutte chiuse o quasi. Negozi di corso Venezia in gran parte sbarrati (tranne quelli di Dolce&Gabbana e, ma non sono sicura, Pirelli PZero), con l'eccezione di Zara Home come dicevo all'inizio. E' troppo, ci facciamo la solita assurda figura con chi viene da fuori. Eppure gente a Milano ce n'è e chi sta aperto fa affari, come mi diceva un barista molto simpatico di piazza Cairoli. Misteri della tafazzianità italica

  • Maria |

    Anche a me piace molto Milano in agosto: è persino ventilata. Certo, vero è che sarebbe bello se ci fosse maggior alternanza nella chiusura dei negozi. In ogni caso, Ikea fa schifo. Meglio Spizzico. Quello sarà sicuramente aperto.

  • antonella |

    Bastianello era aperto:)

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