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Le 20 domande del WSJ a Christopher Bailey. E il suo amore per il Sassicaia e l’Umbria

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E' una specie di questionario di Proust rivisitato e corretto quello che il Wall Street Journal ha sottoposto a Christopher Bailey, 42 anni, ex assistente di Donna Karan e Tom Ford, direttore creativo di Burberry da 12 anni. Anzi, "chief creative officer" (una qualifica creata apposta per lui qualche stagione fa) e artefice, insieme al ceo Angela Ahrends, dei successi dello storico brand britannico (Burberry ha 157 anni) degli ultimi anni: dal 2005 i ricavi sono triplicati. Bailey ama definire Burberry "una grande-piccola azienda, un marchio vecchio-giovane".

ecco una sintesi delle sue risposte ad Alexa Brazilian del Wall Street Journal (per l'intervista e l'articolo integrale si può andare all'indirizzo www.wsj.com, ma una parte è a pagamento)

(e QUI trovate la "twitter-intervista" che Bailey aveva concesso a Moda24 nell'ottobre 2012)
 
Il primo concerto a cui sono andato:  Bob Dylan. Avevo 14 anni, non dimenticherò mai la sensazione provata, una cosa pazzesca ("Huge", in inglese)

Le mie ossessioni:  Nike+ Fuelband. Non sono per niente sportivo, ma questa è una cosa che sveglia in chiunque la sua parte compeitiva  

Il mio rimpianto più grande: Non aver mai imparato a suonare uno strumento. I miei genitori mi dissero: puoi scegliere tra lezioni di piano e lezioni di judo, non abbiamo soldi per farti fare entrambe le cose. Scelsi judo

Il mio vino preferito:  Sassicaia, un rosso italiano. Per occasioni speciali, non è certo un vino da bere ogni giorno. 

Il mio profumo preferito:  Penhaligon's Blenheim Bouquet. Lo uso da quando ero piccolo

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Il mio hotel preferito: Nessuno.  Preferisco di gran lunga affittare una casa. In estate scelgo sempre l'Umbria. Una terra bellissimo

L'unica cosa che indosso ogni giorno: Il mio iPhone. Tutti i miei jeans hanno una tasca ad hoc per l'iPhone 
  
Il miglior antiquario: Qualsiasi negozio di Pimlico Road, a Londra. Ma il mio preferito è Core One. Comunque anche il mercatino di Portobello è divertente.

Il mio ultimo acquisto: Una credenza per la cucina dell'Ottocento in cui mettere tazze, piatti e altri casalinghi cupboards

Il mio piatto preferito: Pollo arrosto o roast beef – tutto molto inglese 
 
La mia opera d'arte preferita: Un quadro del pittore inglese Stanley Spencer. Me l'ha segnalato tempo fa mio cognato, che è un mercante d'arte. 

Il mio film preferitoEducating Rita (film del 1983 con Michael Caine, ndr)

La mia macchina dei sogni: Quella che si parcheggia da sola. Non so parcheggiare le macchine 

Il mio pub preferito: Marquis of Granby, vicino al mio ufficio in Horseferry Road. La vicinanza è cruciale quando senti il bisogno di una pinta di birra

Il mio ristorante preferito:  Acciuga in London, nei pressi di Kensington High Street, vicino a casa mia. Cucina italiana, ovviamente. 

Chi mi sarebbe piaciuto vestire:  Virginia Woolf

Il designer più influente:  Jony Ive (senior vice president of design di Apple. E' un mio buon amico e un uomo intelligentissimo 

Il mio scrittore preferito: Christopher Isherwood.

Cosa sto leggendo: "The Millstone"  di Margaret Drabble. 
 
Cosa possiedo in quantità: altoparlanti Bowers & Wilkins. Sono tutti wireless. Compro ogni nuovo modello appena esce
 
Il mio nuovo cantante preferito: George Ezra.

Il futuro della moda: Si aprirà a chiunque l'ami davvero. L'esperienza virtuale della moda diventerà sempre più reale.