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Cinquanta sfumature di grigio, meglio al cinema?

Ieri sono stata annunciati i protagonisti del film che sarà tratto da Cinquanta sfumature di grigio, l'ahime famosissimo libro di avventure erotiche uscito nello scorso anno, che non solo è diventato un best seller planetario ma ha anche dato origine a decine e decine di libri simili. La protagonista femminile sarà Dakota Johnson, figlia di Don Johnson e Melanie Griffith, quello maschile è una specie di Brad Pitti più giovane. Non ricordo neppure il nome, perché per me di Brad Pitt c'è n'è uno solo. Il film potrebbe essere uno di quei rari casi in cui la trasposizione cinematografica di una storia è meglio della versione letteraria. Mi viene in mente il precedente di Senso di Luchino Visconti (il racconto di Camillo Boito era modestissimo confronto all'opera, per me un capolavoro, di Visconti con Alida Valli), ma ci saranno sicuramente altri esempi. Quando Cinquanta sfumature è diventato l'argomento di conversazione e recensione preferito di lettori e critici, ho sentito il dovere di comprarlo e di provare a leggerlo. URGH. Niente in contrario ai racconti erotici o al tentativo di scrivere dei piaceri del sesso. A pagina cento però, confesso, ho chiuso il libro, lasciandolo in una camera d'albergo anziché in un cestino solo perché non riesco a buttare un libro, ma la tentazione è stata fortissima. Raramente mi è capitato un tale mix mefitico di cattiva scrittura, banalità della trama, sciatteria della descrizione dei personaggi e assoluta improbabilità di ogni singola situazione. Esiste la possibilità, ovviamente, che io sia una zitellona che non capisce. Ma non esiste la possibilità che io non capisca i piaceri della lettura (ho letto fin troppo, penso a volte) né esiste la possibilità che io non capisca quanto sia bello sentir raccontare una storia d'amore. Sono un'inguaribile romantica, anche se non ho mai creduto nell'esistenza dei principi azzurri. Quello che mi fa VERAMENTE arrabbiare è sentire cose del tipo "non importa se è cattiva letteratura, l'importante è che la gente legga". URGH. Come dire "non importa che la gente mangi schifezze, l'importante è che mangi". Un gioco al ribasso che insulta, svilisce, impoverisce tutti. Lo sforzo vero dovrebbe essere di rendere accessibile buona letteratura a tutti. E mi spingo a dire che questo vale per ogni cosa. Dai libri al cibo, dalla moda ai viaggi. Non tutti possono permettersi i "prodotti" migliori e spesso più cari. La sfida di creativi e imprenditori di ogni settore dovrebbe essere quella di trovare un magico compromesso tra qualità e prezzo, per dirla in modo molto ma molto semplificato. Perché tutti hanno diritto alla qualità. e pure alla bellezza, di un libro come di una borsa. Ora devo scappare, oggi sarà una giornata complicata. Ma credo che tornerò sull'argomento, che mi appassiona davvero. 

 

 

  • Enza |

    A proposito di best seller, ho letto un racconto di Fabio Volo, visto che in tanti lo leggono e lo seguono, per capire che cosa avesse di speciale: un esempio di banalità e di vuoto pneumatico come pochi. Ancora non riesco a spiegarmi come faccia a vendere così tanto.

  • SaintPreux |

    Sono d’accordo, i best seller usa&getta hanno imbarbarito i lettori e, a parte momentanee fiammate di vendita, hanno depresso un mercato del libro e della cultura già asfittico in Italia.
    Ma qui il discorso dovrebbe allargarsi a dismisura, fino a includere il sospetto con cui sono sempre guardati i “professoroni”, l’incapacità della scuola e degli insegnanti (salvo rare eccezioni) di avvicinare gli studenti al sano piacere della lettura etc etc.
    Torno a leggere Rabelais 🙂
    Ah per la cronaca l’attore non mi piace, speravo in un figaccione moro alla Joe Manganiello.

  • PAOLA BOTTELLI |

    mi sa che su Cinquanta sfumature trovi qualcuno che ti dà torto. Ma una foto di Dakota ce l’abbiamo?

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