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Il “Manifesto per la moda” e i vantaggi dell’autocritica costruttiva

Leggenda famigliare vuole che mia nonna paterna, che non ho conosciuto e che era italiana, dicesse spesso: "Conosco benissimo i limiti e i difetti dei miei figli e non perdo occasione per farli notare, ai miei figli. Ma se me li fa notare un estraneo, me lo mangio vivo". Mia nonna era temutissima dai suoi figli, ma anche dagli estranei, quindi! Non so se sono d'accordo con lei, perché sono una grande fan dell'autocritica. Ma la teoria di mia nonna non è da buttar via. Si potrebbe applicare ai figli e non solo. Noi italiani ad esempio siamo capaci di criticare ferocemente il nostro paese e di farlo pubblicamente. Un mio amico francese una volta è rimasto sconvolto sentendomi dire "Italia di m…". "Io non direi MAI Francia di m…, come la maggior parte dei miei connazionali". Quello che sto cercando di dire è che In Italia la critica è spesso un esercizio autodistruttivo. Ma la critica e soprattutto l'autocritica è cosa buona e giusta solo se è costruttiva. Sul Sole 24 Ore di oggi, grazie a un'idea del direttore Roberto Napoletano e all'impegno di Paola B ottelli, instancabile caporedattore di Moda24 e, credo, la persona che in Italia capisce più a fondo il significato – economico e non solo – del sistema moda per Milano e per tutto il Paese, pubblichiamo un "Manifesto per la moda". Idee di rilancio, corredate da pareri di protagonisti della moda e del lusso, da Armani a Ferragamo, da Dolce&Gabbana a Mario Boselli (presidente della Camera della moda) a Claudio Marenzi (presidente di Sistema moda Italia). Alcune opinioni le trovate sul giornale di oggi, altre le pubblicheremo sul Sole di domani. Perché abbiamo raccolto talmente tanti spunti e idee che in un'unica volta non avremmo potuto pubblicarli. Il Manifesto parte da alcune innegabili criticità, ma vuole essere soprattutto uno stimolo per cambiare, per liberarsi da inutili catene, complessi, autolimitazioni. E' vero che criticare se stessi o il proprio paese troppo duramente è ingeneroso e spesso poco produttivo, ma è anche vero che vedere con chiarezza i propri limiti e decidere di fare qualcosa per migliorarsi, è l'atteggiamento migliore. Aspettiamo i suggerimenti e le reazioni di tutti, sperando che il Manifesto possa dare un contributo a migliorare il sistema moda e la sua percezione all'interno del Paese e all'estero.