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La bellezza di Milano che non vediamo

Mercoledì sono andata a Brera per la conferenza stampa sulle borse di studio che Condé Nast America ha deciso di sponsorizzare, regalando a cinque studenti italiani altrettanti master in cinque università italiane, per specializzarsi in arte, cinema, moda uomo, moda donna e giornalistmo. Sono andata a Brera anche per intervistare la mitica Anna Wintour. Ho assistito alla conferenza stampa, ho fatto la mia intervista, sono uscita dall'Accademia, ho inforcato la mia bici e sono tornata in redazione. Alla sera sono andata alla Scala per rubare qualche commento al sindaco e ai suoi ospiti sulla serata di gala per la moda, con il tenore Vittorio Grigolo che cantava alcune delle più famose arie di Donizetti, Verdi e Puccini. Ho scritto il mio pezzetto nel foyer, ascoltando distrattamente e persino con una punta di snobismo la voce che veniva dal palco e gli applausi scroscianti che seguivano a ogni aria ("chissà cosa farebbero questi americani se dovessero ascoltare tutta l'opera", pensavo scioccamente). Poi sono uscita in piazza della Scala, ho inforcato la mia bici e sono tornata a casa, passando per via Spiga che nel frattempo era stata allestita per la mostra dei 30 anni dell'Associazione amici di via della Spiga. Ieri sono andata a intervistare Andrea Incontri nel backstage della Sala delle Cariatidi, che il Comune ha concesso ai giovani stilisti. Abbiamo parlato, videoregistrato, sono uscita, ho inforcato la mia bici e sono andata in redazione. Ieri sera sono andata a intervistare Dean e Dan Caten per l'inaugurazione del loro ristorante in via Ceresio 7, sopra al quartier generale di DSquared2. Sono arrivata alle sette, quando c'era ancora molta luce. Ho aspettato l'operatore, che non riusciva a trovare parcheggio e finalmente mi sono fermata e mi sono guardata attorno. Il sole era quasi del tutto tramontato e cominciava a vedersi la luna, stupendamente piena. Ho guardato e finalmente ho anche pensato. A Brera, all'effetto che fa a chi viene da New York, ai direttori più famosi di Condé Nast seduti nella Sala Napoleonica che non riuscivano a staccare gli occhi dalle statue, dai soffitti, dal cortile. Mentre noi (o almeno, io) ero distratta dal mio blackberry. Ho pensato alla Scala e a come quasi tutti gli americani, benché il dress code fosse "cocktail" fossero incredibilmente eleganti (molte signore in abito lungo, molti signori in simil-smoking), come se fosse la prima di sant'Ambrogio. Ho pensato che era il loro modo di rendere onore al luogo, che Jonathan Newhouse, potentissimo ceo di Condé Nast International, ha definito "il teatro d'opera più bello del mondo". Ho pensato ai secoli di storia dell'arte e della scultura di cui Palazzo Reale è un simbolo, con la sua stupenda Sala delle Cariatidi. Ho pensato alla skyline di Milano che stavo guardando senza vedere dai tetti di via Ceresio: da una parte il Cimitero Monumentale, dall'altra i nuovissimi grattacieli di Porta Nuova, dall'altra ancora, in lontananza, il Duomo. E se fosse stato giorno avrei visto le Alpi. Mi sono resa conto di quanta bellezza e arte e storia e cultura c'è a Milano. Un universo parallelo che spesso noi non vediamo né viviamo, ma che colpisce chi viene da altri luoghi e vuole tuffarsi in questo universo, considerandolo una gioia e un privilegio. Dovremmo avere più affetto e rispetto per la nostra città, perché solo così riusciremmo a trasmetterlo anche agli altri. E staremmo meglio noi per primi.

  • Agata |

    Milano è una stupenda città, ma la sua bellezza è stata a lungo dimenticata, pensando che non fosse necessaria per il successo di una metropoli. A creare il fascino di una città c’è anche la narrazione della sua storia passata nei luoghi del presente. Gli Scapigliati potrebbe tranquillamente confrontarsi con gli Impressionisti e com’è possibile che Milano, capitale dell’editoria di lingua italiana, non riesca a sviluppare una storia sui poeti e scrittori (Stendhal, Foscolo, Montale) che vi hanno vissuto?

  • Camilla |

    Verissimo, a volte facciamo viaggi fino all’altra parte del mondo per vedere cose nuove, e non ci accorgiamo di quello che abbiamo sotto casa.
    Ad esempio io il Cenacolo l’ho visitato quando avevo 30 anni 😉

  • Luisa |

    Grazie :-). E ci sono tantissimi altri posti che sono ingiustamente nell’ombra o semi-oscurità. Come la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, la Piazza di Santo Stefano (che dovrebbe essere ripavimentata e pedonalizzata) con l’Ossario di San Bernardino alle Ossa, la Cascina Pozzobonelli dimenticata fra i palazzi, e tanti altri.

  • m.p. |

    Vero, verissimo.
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    Giusto, giustissimo.
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    Milano è una città bellissima, sottovalutata dai milanesi “da sempre” che pretendono di conoscerla ma non conoscono nemmeno le bellezze dei propri quartieri ed anche sottovalutata dai milanesi “acquisiti” che ne vedono solo gli aspetti negativi.
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    MA … a proposito di aspetti negativi e di “sistema moda” (ne parlo con lei ed idealmente con la Dott.ssa Bottelli che siete del settore) …
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    Anche io come lei “inforco la bici” tutti i giorni e, sinceramente, in questi giorni ne ho un pò piene le tasche di tutte quelle mercedes nere a noleggio, con tanto di adesivo grigio sulla fiancata (così come dei molti camioncini di catering ed allestimenti, tanto per citare soltanto i mezzi più evidenti)parcheggiate in doppia o tripla fila un pò ovunque nel centro storico (davanti alle ex varesine, davanti al circolo della stampa, sulla pista ciclabile di Via Senato, e più in generale un pò ovunque) con ulteriore aggravio del traffico veicolare e della sicurezza dei ciclisti.
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    Se vogliamo parlare del rapporto tra Milano ed il Sistema Moda, parliamo anche di questo.
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    Magari non sarà il primo tema in discussione e nemmeno il più importante, ma nell’elenco delle cose su cosa si debba fare o non fare, mettiamoci anche questa.

  • Mary Pelli |

    Mi ha commosso, sinceramente! bellissimo articolo.

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