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Della Valle ad Armani: “Noi stiamo restaurando il Colosseo, lei potrebbe fare lo stesso con il Castello Sforzesco”

Negli Stati Uniti, chi ha accumulato, spesso con onore e fatica, grandi patrimoni, pensa di aggiungere onore all'onore diventando mecenate. Chiunque abbia visitato i grandi musei di New York, ad esempio, sa che quasi ogni ala è dedicata a qualcuno, perché è grazie al contributo – in denaro o in lasciti di opere d'arte o di intere collezioni – di un miliardario o della sua famiglia che vengono aperte nuovi spazi in un museo. In Italia la situazione è diversa, per mille ragioni che non mi sento di indagare ora. Segnalo però che forse qualcosa si muove o si muoverà: Diego Della Valle e il gruppo Tod's hanno stanziato quasi 30 milioni per il restauro del Colosseo di Roma, che ogni anno attra 5 milioni di visitatori ma – forse proprio perché è così visitato – cade in pezzi. I lavori

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sono iniziati nell'agosto scorso e dovrebbero terminare nel 2016. Della Valle ha sostenuto molte volte che gli imprenditori che devono parte del loro successo proprio all'heritage culturale che ha reso possibile l'affermarsi del prodotti made in Italy, dovrebbe ridare qualcosa al Paese. In passato il gruppo Tod's ha sostenuto la Scala di Milano e molte altre istituzioni culturali e poi è arrivato il maxi intervento per il Colosseo. Ieri Della Valle (qui nella foto con il fratello Andrea), durante la presentazione delle statue create dallo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, che partiranno domani per New York per promuovere Expo 2015, ha invitato Giorgio Armani, forse lo stilista italiano più famoso al mondo, a fare qualcosa a sua volta. Della Valle ha suggerito il restauro del Castello Sforzesco, una delle meraviglie architettoniche di Milano, ma probabilmente ci sono altri monumenti che hanno altrettanto bisogno di restauri. Vedremo cosa (e se) Armani replicherà. Anche percheé in queste ore lo stilista sarà soprattutto concentrato sui preparativi della sua sfilata, che si terrà domattina e chiuderà in grande stile la settimana della moda di Milano. Magari con un annuncio a sorpresa di un impegno del tipo auspicato da Della Valle. Sarebbe un bellissimo modo per chiudere quella che molti hanno definito "la settimana della riscossa", che ha conferma Milano capitale della moda mondiale.

  • lola |

    Ecco, oggi Armani risponde, SECCATO, a Della Valle. Finché ci sarà questo clima fra galletti permalosi non si andrà avanti.

  • Giulia Crivelli |

    Cara Lola, le parole esatte di Charles Townsend, ceo di Conde Nast America (sentite con le mie orecchie martedì scorso) sono state: “Milan is the fashion capital of the universe”. Però, certo, può aver detto così perché era a Milano ed è comunque solo UN parere, per quanto autorevole. Bisognerebbe poi capirsi su cosa intendiamo per capitale della moda. Tom Ford pare convinto (intervista al Telegraph di qualche giorno fa) che Londra è l’unica città al mondo dove le persone hanno il piacere di vestirsi bene. Dubito che sia mai uscito dalla Zona 1 della metropolitana. In ogni caso, mi sembra di poter dire che c’è un pochino più di ottimismo e di sano orgoglio qui a Milano. Ma vedremo cosa succede nei prossimi mesi…

  • lola |

    Davvero in Italia si pensa che Milano è capitale della moda mondiale ? Mi sa che solo gli italiani la pensano così e quindi s’illudano. É piuttosto Parigi ad essere considerata dagli stranieri “capitale della moda mondiale”.

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