Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

La sopresa delle “pantere nere” da Scervino

Scrivo questo post con un po' di ritardo, perché ieri sono stata travolta da troppe cose e oggi abbiamo dato la priorità all'invito fatto da Diego Della Valle ad Armani perché restauri il Castello Sforzesco (si veda il pezzo ora in homepage, ma soprattutto aspettiamo la sfilata di domani di Re Giorgio: Paola Bottelli sarà nel backstage e ci racconterà cosa dirà lo stilista, ammesso che voglia replicare).

Ieri sono stata alla sfilata di Ermanno Scervino (si veda la gallery nel nostro Speciale sfilate e la recensione delle sfilate di ieri di Angelo Flaccavento) ed è stata una bellissima esperienza. Non solo perché mi emoziona sempre essere in prima fila a una sfilata, ma perché gli abiti erano splendidi e ho persino fantasticato di poterne indossare qualcuno. E' stato bello anche perché in passerella c'erano una decina di modelle nere, pantere affascinanti con una "madrina" di eccezione, Alek Wek, anche lei in passerella. Sono da sempre affascinata dalla diversità degli esseri umani, fisica e non. Vedere corpi e visi bianchi accanto a corpi e visi neri ha reso la sfilata ancora più emozionante. Non faccio distinzioni né gerarchie di bellezza o fascino: le modelle erano tutte "ultraterrene" nei loro lineamenti del viso e nelle forme dei corpi. Erano tra l'altro magre ma non magrissime, avevano un aspetto sano e alcune persino sorridevano. Sbaglia chi crede che le modelle possano togliere attenzione agli abiti. E che quindi devono essere talmente emaciate da sembrare attaccapanni. E ovviamente sbaglia (si veda il post sulle polemiche innescate da Naomi Campbell, che ha denunciato lo scarso numero di modelle nere sulle passerelle di New York) chi cerca esclusivamente o quasi modelle bianche. La bellezza ha mille volti e sfumature e ieri da Scervino ne abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione.