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Nostalgia canaglia e Marc Jacobs che viene a trovarmi di notte

Mi ha molto colpita la notizia che Marc Jacobs lascia Louis Vuitton dopo 16 anni di collaborazione. Non conosco bene Jacobs, ho visto un paio di sfilate a New York dei suoi due marchi (Marc Jacobs e Marc by Marc Jacobs), ho seguito le sue traversie personali e sentimentali con l'empatia che spesso ho per le debolezze e vulnerabilità altrui, l'ho intervistato due volte (una dal vivo, una al telefono) e ho ammirato moltissimo quello che ha fatto in tutti questi anni per Vuitton. Avevo meno di 30 anni quando Yves Carcelle, fino allo scorso anno ceo e presidente di Vuitton, lo scelse, nello sconcerto generale, per trasformare Louis Vuitton da marchio di borse e valigeria di lusso a brand globale di pret-a-porter e di molto altro. Fino ad allora non avevo mai neppure contemplato l'idea di comprare una borsa Vuitton. Non ho mai amato i loghi e soprattutto Vuitton mi sembrava un "marchio da mamme". Jacobs e Carcelle hanno fatto, secondo me, un piccolo miracolo, aggiungendo freschezza, contemporaneità, fascino, eleganza, condite qua e là con un pizzico di kitsch, a un marchio storico. Non impolverato, ma pur sempre schiacciato dai suoi molti anni. Carcelle – uomo e manager eccezionale, uno che sopra il suo ufficio, a Parigi, allevava api, tanto per dire – mi raccontò che Bernard Arnault, ceo e presidente di LVMH, il gruppo del lusso a cui appartiene Vuitton, si era molto raccomandato con lui e Jacobs. Avete carta bianca, fate quello che meglio credete per questa prima sfilata. Unica condizione: il logo Vuitton non si tocca, non voglio vedere alcun pasticcio sul mio amato canvas di lettere e fiori e simboli. Carcelle riferì a Jacobs che gli fece capire di avere in serbo una sorpresa… Durante la prima sfilata andarono in passerella anche borse e borsette con il famoso canvas ritoccato da non mi ricordo quale artista. Carcelle vide tutto pochi minuti della sfilata. Era arrabbiato (un pochino) con Jacobs ma soprattutto terrorizzato dalla reazione di Arnault. Che sicuramente fu scioccato (un pochino) ma, dopo aver visto le reazioni entusiastiche di tutti quelli che avevano assistito alla sfilata, si convinse che quella piccola dissacrazione era stata un'ottima idea. Negli anni successivi sono capitate molte cose, fino all'annuncio di mercoledì, poco prima della sfilata Vuitton, l'ultima firmata Jacobs. I rumor giravano molto insistenti da giorni, ma fino all'ultimo ho sperato che non fosse vero. Ho già nostalgia di Marc Jacobs, non riesco a capire come una relazione, oops, collaborazione, così azzeccata possa finire. Non riesco mai a capire fino in fondo perché le relazioni finiscono. Non che io abbia paura a troncarle, anche drasticamente, l'ho fatto e forse lo farò anche in futuro, sul lavoro e in generale. Ma quella tremenda sensazione che una cosa è finita e non ci puoi fare niente… Tanti tansissimi attimi perduti come lacrime nella pioggia, per citare l'amatissimo Blade Runner. 

Marc Jacobs mi ha ascoltata, in un certo senso: stanotte l'ho sognato. Veniva a trovarmi qui a Ferrara e mi dava un appuntamento in un bar del centro. Ero convintissima che volesse spiegarmi perché con Vuitton è finita e dirmi di non preoccuparmi, che è felice così e non vede l'ora di intraprendere "nuove sfide", come si dice, argh, in questi casi. Così gli vado incontro, ci salutiamo come vecchi amici, un po' di small talk sul viaggio, il tempo ecc. E poi lui mi dice: bene, ma veniamo alla ragione per la quale sono venuto a Ferrara e ho voluto incontrarti. Io sono emozionata, ma non gli faccio domande. Penso che sia giusto che lui racconti con i suoi tempi e modi. "Sono venuto perché volevo chiederti dove, qui a Ferrrara, si compra il miglior pan pepato, devo portarne un po' a Carcelle". EH? sono sconvolta dalla delusione, ma non dico niente. Come se fosse normale chiedere a una che a Ferrara c'è stata tre volte nella vita una cosa del genere, un'informazione da vera insider della città. Così gli dico che il migliore è quello che fanno nel bar dove siamo, lui ringrazia e ci salutiamo. 

Marc, ti prego, torna a trovarmi stanotte e raccontami quello che voglio davvero sapere!