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Il fascino della carta, anche per chi nasce digitale

Ieri sono andata a un incontro con Guido Scarabottolo, illustratore bravissimo che ogni domenica appare anche sul Domenicale, il supplemento del Sole 24 Ore, e Alessandro Gottardo, un altro giovane (è nato nel 1977) e bravo illustratore, che lavora moltissimo all'estero e, in Italia, per Internazionale. Entrambi, pur appartenendo a generazioni diverse (Scarabottolo, scherzando, ha detto, io sono vecchio, io ormai entro gratis nei musei…), lavorano direttamente sul computer. Le loro immagini sono al 100% digitali. A entrambi il festival di Internazionale di Ferrara ha dedicato una mostra e ieri sera ho fato un'occhiata a quella di Shout. Un ragazzo che avrà avuto 20 anni si è avvicinato al curatore e ha chiesto: "Si possono comprare gli originali?" e il curatore ha risposto: "Shout lavora in digitale, non ci sono originali, queste sono stampe numerate". Il giovane nativo digitale era delusissimo. 

Stamattina invece ho ricevuto una mail da Business of Fashion (BOF), secondo me il migliore, di gran lunga, sito di infornazioni sulla moda che esista. Mi avvertivano che la mia copia di BOF500 è stata spedita. Cos'è BOF500? La loro prima incursione nel mondo della carta: dopo anni di newsletter e di attività esclusivamente online hanno sentito il bisogno di "fermare" alcune cose sulla carta, con una vera e propria rivista, che contiene gli articoli migliori pensati per internet e usciti sul sito di BOF negli ultimi anni.

Come ho già scritto, so che la carta è la parte debole, che i giornali e le riviste e i libri hanno subito e subiranno gravi colpi dal mondo digitale. Ma resto ottimista: la carta non sparirà, il suo fascino misterioso agisce anche su chi conosce meglio l'altro universo, quello di internet. E questo pensiero mi fa iniziare bene la giornata, anche se qui a Ferrara oggi piove…

  • Luigi Rosa |

    In casa mia ho sia tanta carta (libri) sia tanti testi digitali (non solamente eBook). Da bambino per me il regalo più bello che mi potessero fare era un libro, ma da anni sono passato al digitale.
    Prova a prendere un libro uscito (diciamo) negli anni ’60, anche non di pregio, e un libro analogo di 10-15 anni fa. Quello di 10 anni fa sembra spesso piu’ vecchio.
    IMHO il problema è che la carta attuale è di qualità notevolmente inferiore e “invecchia male”. Se poi prendiamo le stampe xerografiche (le “laser”) o, peggio, quella a cera la durata e’ ancora inferiore.
    Il problema della carta attuale è che, a differenza della carta di 30-40 anni fa, non è fatta per durare.

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