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Trovare sollievo in un paesaggio (se l’ha disegnato Tullio Pericoli)

Ieri sono andata al funerale di Sara. E' stato bello e straziante insieme. Bello perché la chiesa – e il sagrato, ho visto quando alla fine sono uscita – erano gremiti e perché si percepiva in tutti una commozione fortissima e un affetto molto sincero per Sara e la sua famiglia. Ero seduta accanto a persone che non conoscevo ma con le quali sentivo un legame molto stretto. E' stato bello anche perché ho intuito che quella chiesa gremita e quell'onda avvolgente di commozione potrà dare un po' di sollievo al dolore di Francesco, vedovo di Sara, e a quello dei genitori e del fratello, orfani di Sara. Ma è stato straziante perché – come sempre mi capita ai funerali – ho avuto la sensazione che nessuna piccola folla (saremo stati mille, forse duemila) può davvero scaldare le mura di una chiesa, per quanto bella, come quella di Sesto San Giovanni, in un'occasione così. Ho continuato ad avere quella sensazione di vuoto e disperazione e smarrimento che ho provato fin da quando, alle 5.45 circa di domenica mattina, ho saputo della morte di Sara. Troppo grande il mistero della morte per poterlo accettare, mi spiace. A nulla o quasi, mi rendo conto ora, mi sono servite le parole di don Colmegna, sicuramente quelle più commosse e cariche di significato. A nulla o quasi mi è servito vedere da quanto affetto e ammirazione e forse persino devozione sia stata circondata ieri la famiglia di Sara. Alla fine, dunque, lo strazio ha prevalso. Ho camminato verso la metropolitana da sola, come un automa, cercando di tornare in fretta verso la mia vita "normale", in fuga da quel dolore. Impresa disperata, ovviamente, almeno per ora.

Poi ieri sera ho ricevuto in dono un libro, "I paesaggi", di Tullio Pericoli, pubblicato con la solita immensa cura da Adelphi. L'ho sfogliato prima di addormentarmi e ho finalmente trovato un po' di sollievo. Per quel poco che lo conosco, Tullio Pericoli è un uomo e un artista che conosce e riconosce le contraddizioni e le ingiustizie del mondo e degli esseri umani. Non vive in una sorta di paradiso dove tutto è armonia, pace e bellezza. Ma i suoi disegni, in particolare quelli dedicati ai paesaggi, della sua terra (le Marche) e non solo, trasmettono questo: armonia, pace e bellezza. Forse perché Tullio le sa vedere, cogliere, disegnare. Forse perché la natura, specie quando incontaminata, è immensamente più armoniosa di noi esseri umani. O forse ho voluto così intensamente cercare un po' di pace, ieri sera, che l'ho trovata, nei paesaggi visti  (o immaginati) e poi disegnati da Tullio. Il libro contiene quasi 400 disegni e una ventina di piccoli testi, citazioni di autori che suppongo essere tra i più amati o frequentati da Tullio. Mi hanno colpita in particolare le parole di Gesualdo Bufalino, stampate accanto a un disegno del 1993 (acquerello e china su carta) intitolato "I cavalieri escono dall'ombra". Bufalino aveva scritto a Pericoli per raccontargli di un sogno che aveva fatto, in cui si era trovato piacevolmente "prigioniero" di un disegno dello stesso Pericoli. "L'intera comitiva (…) si accorge di trovarsi su un tavolo gigantesco che precipita a strapiombo per tutti e quattro i suoi lati. E' un tavolo tuo, evidentemente, e noi che vi abitiamo sopra, lillipuziani, finiamo col restarci sopra senza paura, improvvisando un girotondo o una quadriglia senza fine…"

Purtroppo non ho fatto un sogno così, anche se ci speravo. Non mi sono persa in un disegno di Pericoli. Non ricordo cosa ho sognato, nelle poche ore che ho dormito. Forse niente, forse qualcosa che non vale la pena di ricordare. Però ora che sto di nuovo sfogliando il libro di Pericoli trovo nuovo conforto. E accanto a un disegno del 2000 (olio su tela) intitolato "Bloc-notes" leggo queste parole di Baldine Saint Girons (mai sentito prima, oggi andrò a vedere chi era e cos'altro ha scritto): "Un posto è quello che noi viventi dobbiamo trovare anche a rischio di dissolverci". Io non ho trovato il mio posto nel mondo. Ma ho l'impressione che Sara abbia trovato il suo posto nell'universo e questo un p0' di sollievo me lo dà. E per questo ringrazio Tullio e i suoi paesaggi e le
parole degli scrittori che ha cercato e trovato per fare compagnia ai suoi disegni.

Ecco il disegno Bloc Notes

 

 

Pericoli

 

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