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Duecento pagine di “karlismi”. Ma Lagerfeld resta un mistero

Quando, domenica scorsa, sono andata a cercare il libro di Diana Vreeland, che ho potuto solo ordinare, ne ho comprato altri, tra i quali "Il mondo secondo Karl" (Rizzoli), in cui due giornalisti francesi (Jean-Christophe Napias e Sandrine Glbenkian) e un illustratore (Patrick Mauriès) hanno cercato di raccontare Karl Lagerfeld, raccogliendo i suoi "aforismi". Che poi lui non considera tali, sono di fatto brevi frase che lui ha detto in varie occasioni. Ne esce un ritratto divertentissimo, spesso contradditorio. La reazione è di ammirazione, curiosità, stupore. Lagerfeld sa essere molto autoironico, oltre che critico con se stesso. Ma se mi chiedeste che idea ho di Karl Lagerfeld, non saprei rispondere. Credo ne sarebbe contento, gli piace sfuggire a qualsiasi giudizio che pretenda di essere definitivo o esaustivo. E forse ha ragione.

Vi cito alcuni dei "Karlismi" che mi hanno più colpita:

– Mi costruisco una realtà su misura. Ho messo a punto un metodo che mi permette di sbrogliarmela nella vita. Assaporo il lusso di essere al centro del mio universo perfetto

– La mia regola professionale è sempre la stessa: lavorare più degli altri per dimostrar loro quanto sono inutili

– Lo so che la vendetta è una cosa colpevole e brutta, ma non vedo perché non dovrei ripagare con la stessa moneta chi mi ha fatto un torto. Proprio quando se n'è dimenticato, gli tolgo la sedia da sotto il sedere, a volte anche dieci anni dopo

– La psicanalisi! Innazitutto soffoca la creatività. E poi, a essere onesti con noi stessi, sappiamo già le domande e anche le risposte. Non ho mai sentito bisogno della psicanalista perché conosco già le risposte

– Non ho mai desiderato un figlio. Perché non mi sarebbe piaciuto che avesse meno successo di me, o che ne avesse di più

– Da piccolo desideravo non essere un bambino. Lo trovavo umiliante, mi sentivo un umano di serie B

– Vivo molto bene con me stesso e questo è il colmo del lusso

– Da giovane desideravo essere un caricaturista. Invece eccomi qua: sono una caricatura vivente

– Oggi vivo con me stesso. Sono sempre al mio fianco, quindi siamo sempre in due con uno che prende in giro l'altro. Quello lucido

– La mia vita è fantascienza. O almeno lo è il divario tra ciò che la gente crede di sapere di me e la realtà. Che è un'altra, molto meno divertente

– Non coltivo gli amici per le giornate cattive. Lo trovo disgustoso. Voglio amici per le giornate buone. Al resto ci penso da me

– Il mio istinto più forte? Sopravvivere

– Mi piace spendere molto per gli abiti. Perché li faccio e guadagno molto grazie a loro

– C'era una stilsta che sosteneva che i suoi abiti venivano scelti solo da donne intelligenti. Naturalmente è fallita

– La moda è come l'oceano o come l'amore. Va e viene come un'onda

– La moda è come la musica: tante note con cui giocare. E ognuno può comporre la sua piccola melodia

– La moda è effimera, pericolosa e ingiusta

– Lavorare è fare un lavoro che non vi piace. Quando inizierete ad amare quello che fate non vi sembrerà nemmno più di lavorare

– Se siete troppo ordinati, finite per trovare solo quello che cercate. Non avrete mai sorprese, né conoscerete le delizie dei ritrovamenti fortuiti

– L'OMOSESSUALITA' E' COME IL COLORE DEI CAPELLI, NIENTE DI PIU'. E, COME DICEVA LA MIA MAMMA, TI RISPARMIA UNA NUORA INSOPPORTABILE

– Una cattiveria è scusabile se è arguta, quando è gratuita diventa imperdonabile

– Vedete pure la vita in rosa, ma non indossatelo!

– I pantaloni della tuta sono un segno di sconfitta. Avete perso il controllo della vostra vita se uscite con la tuta

– Essere felice? No, non sono così ambizioso

– Sono una specie di mercenario. Se l'esercto è valoroso, va tutto bene. Ma se non lo è, non posso compiere grandi imprese da solo

– Sono un superficiale, ma con una grande superficie

– Non ho alcun desiderio di normalità

 - Il lusso è libertà di spirito, indipendenza. In breve, il politicamente scorretto

 - Il mio più grande lusso è non dovermi giustificare con nessuno

– Comprate vestiti della taglia che avete voglia di portare. Sbarazzatevi di tutto il resto, regalatelo, e quando non avrete più niente da mettervi, vi posso assicuare che se avete un chilo di troppo farete ogni sforzo per perderlo. Perché non c'è niente di più spiacevole di un pantalone stretto in vita

– Tutto nutre il mio immaginario. Sono una parabola che intercetta tutto, riceve tutto, metabolizza tutto e poi lo rielabora a modo suo

– La parola chiave del nostro mestiere è desiderio. Bisogna creare desiderio

– Il sesso invecchia. L'affetto no

– Con tutto quello che c'è da vedere, da fare, da conoscere, da leggere com'eè possibile annoiarsi? Bisogna proprio essere idioti

– La pelle di struzzo? Mi fa schifo! Mi fa pensare a una mummia che ha sofferto di acne giovanile

– Io pattino su una specie di ghiaccio molto sottile e devo passare veloce prima che si rompa

– Che cosa mi piace della fotografia? Il fatto che colga un momento irripetibile, perso per sempre

– Non leggo per avere argomenti di cui parlare, odio le conversazioni intellettuali. Leggo solo per sapere

– I libri sono una droga pesante con la quale non si rischia l'overdose

– Comprando un libro bisognerebbe poter comprare anche il tempo per leggerlo, diceva SchopenHauer

– Nonostante gli impegni di lavoro leggo sempre, spinto da un senso di colpa permanente che rende la lettura ancora più piacevole. Vivo circondato dai libri. Se veniste da me capireste che la situazione è seria

– Quando, a undici anni, ho chiesto a mia madre cosa fosse l'omosessualità, lei mi ha risposto: "Niente di grave. E' come il colore dei capelli: ci sono i biondi e i bruni" 

– Sono sempre occupato. Più faccio e più idee mi vengono, è veramente curioso. Il cervello è un muscolo e io pratico una specie di bodybuilding cerebrale

– Non ho molta voglia di mettere in piazza gli stati d'animo che si esprimono con lo sguardo. Ecco il preché degli occhiali neri

– Non porto mai gli occhiali in casa, non ne ho bisogno

– Non esco mai senza i miei famosi occhiali neri. Preferisco vedere, non essere osservato

– Mi fa ribrezzo l'idea di ingombrare con i miei resti. Che orrore! Quando è finita è finita! Sono contrario alla memoria. A un certo momento bisogna sloggiare. Ammiro gli animali della foresta vergine. Non si trovano più quando muoiono

 

  • Ovel |

    6 – “Perché non c’è niente di più spiacevole di un pantalone stretto in vita”. (Kaiser Karl sembra leggermi nel pensiero!).
    Ps: “vorrei veramente vedere casa sua!”…ho provato ad allegare un link con la foto di casa Lagerfeld ma poi il commento non risulta postato…peccato! Comunque ricordo di una scena nel documentario “Lagerfeld Confidential” visto su Rai 5, in cui Karl arriva nella casa di campagna, se non erro, con un numero “infinito” di buste e scatoloni pieni di libri, da sistemare nella biblioteca.

  • pulchra |

    Karl e’ semplicemente un genio dei nostri tempi

  • Giulia Crivelli |

    @lola
    choupette a parte, che temo sia oggetto di fin troppe attenzioni (come tutti i gatti, credo, dopo un po’ avrà voglia di dire: basta con questi umani troppo servizievoli, ora vado a nascondermi dove non mi possono trovare e li faccio impazzire a cercarmi…), sui libri volevo dirti che nella prefazione alla raccolta di “karlismi” c’è scritto che lagerfeld compra tre copie di ogni libro che adocchia. Una copia è da leggere/sfogliare, la seconda da ritagliare, la terza da archiviare nella biblioteca… vorrei veramente vedere casa sua!

  • Giulia Crivelli |

    @ovel
    ieri passeggiano per new york ho visto tante persone in tuta. a tutti avrei voluto dire: “scusa, amico, credo tu abbia perso il controllo della tua vita…” non l’ho fatto, ovviamente!
    ;-)))

  • Ovel |

    Le mie preferite:
    1 – “La psicanalisi! Innanzitutto soffoca la creatività. E poi, a essere onesti con noi stessi, sappiamo già le domande e anche le risposte. Non ho mai sentito bisogno della psicanalista perché conosco già le risposte”.
    2 – “C’era una stilista che sosteneva che i suoi abiti venivano scelti solo da donne intelligenti. Naturalmente è fallita”.
    3 – “I pantaloni della tuta sono un segno di sconfitta. Avete perso il controllo della vostra vita se uscite con la tuta”.
    4 – “Lavorare è fare un lavoro che non vi piace. Quando inizierete ad amare quello che fate non vi sembrerà nemmeno più di lavorare”.
    5 – “Sono un superficiale, ma con una grande superficie”.

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