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A Pitti per divertirsi a osservare lo stile degli altri

Domani inizia il Pitti Uomo numero 85, io e Paola (Bottelli, of course) prenderemo un treno da Milano domattina e appena arrivate a Firenze saremo immerse nell'atmosfera della grande fiera dell'abbigliamento uomo. Paola andrà a Palazzo Vecchio per l'inaugurazione ufficiale, dove ci sarà anche Matteo Renzi, io andrò verso la Fortezza da Basso, sede della fiera. Pitti Uomo è una bellissima manifestazione e, in particolare negli ultimi sei-otto anni, è aumentato il numero degli eventi speciali che si tengono in luoghi speciali della città (del resto, a Firenze quasi tutto è speciale!). A volte penso, come mi capita di fare durante il Salone del mobile di Milano, che sarebbe bello seguire il Pitti non per lavoro, senza avere quindi scadenze, ansie da scrittura, paura di non riuscire a fare l'intervista che serve o paura che il pc non si colleghi… Sarebbe bello prendersi quattro giorni di vacanza e andare a Firenze quando c'è Pitti per girare tra gli stand senza guardare l'orologio e poi alla sera andare a una delle tante cene o feste o inaugurazioni solo per mangiare qualcosa, parlare con qualcuno, osservare chi c'è e com'è vestito…

A Pitti infatti la maggior parte dei visitatori, giornalisti ma soprattutto buyer provenienti da tutto il mondo, sono vestiti in modo molto più originale rispetto a quanto mi capita di vedere a Milano, qui in via Monte Rosa (dove c'è anche la sede dei revisori/analisti di PriceWaterHouseCoopers… non esattamente un gruppo di avanguardisti del look) e in generale in città.

Mi guardo quindi intorno con grande curiosità, quando sono in Fortezza. Certo, vedere sconosciuti di sfuggita non è un buon modo per farsi un'idea del loro stile. Servirebbe poterli frequentare almeno per un mesetto, per capire qual è il loro stile. E se ce l'hanno, questo misterioso stile. Sullo Speciale Pitti di 32 pagine che troverete allegato gratis domani al Sole 24 Ore ci sono, tra le molte altre cose, piccoli ritratti di personaggi famosi che raccontano cos'è per loro lo stile o come scelgono il loro look al mattino o cosa considerano davvero importante. E' un tema interessante, trovo. Ho sempre ammirato gli uomini (e le donne, ma sono meno frequenti, ahime), delle quali si possa dire che hanno un loro stile, un modo di scegliere come presentarsi al mondo che li distingue, in senso positivo. Non necessariamente si tratta di persone che lavorano nel mondo della moda o dello spettacolo. Spesso però hanno qualche legame con l'arte. Uno al quale ho pensato spesso negli ultimi tempi è Lele Luzzati, pittore, illustratore,

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scenografo, scultore… non era particolarmente eccentrico e forse se lo avessi intervistato per questo speciale chiedendogli come sceglieva cosa indossare al mattino mi avrebbe guardata come se fossi stata matta. Lo stile – per come la vedo io – deve sembrare molto naturale. Se si ha la sensazione che un look sia troppo pensato, ricercato, studiato, lo stile se ne va, evapora, per quanto belle e raffinate o magari originali siano le cose che si indossano.

Lele era così, me ne accorgo guardando le sue foto nel tempo (Nuages ha appena pubblicato una sua biografia, scritta da Cristina Taverna, fondatrice della galleria nonché casa editrice milanese). Ci sono alcuni elementi distintivi, immancabili, come gli occhiali tondi tondi tipo Le Corbusier, ma c'è soprattutto una semplicità delle forme e un'armonia dei colori che resta costante.

Un'altra caratteristica dello stile altrui è che non si può copiare. Si addice davvero solo a chi se l'è costruito addosso. Non è "esportabile" a un'altra personalità, persino se il tipo fisico fosse identico. Ogni tanto anche chi ha un suo stile sbaglia, fa un piccolo passo falso. Imperfezioni adorabili.

Ecco, a Pitti spero di vedere il solito caleidoscopio di creatività delle aziende (nell'uomo poi è interessante farsi spiegare la parte che riguarda i tessuti e le lavorazioni, che nella donna passano spesso – e purtroppo – in secondo piano), ma spero anche di vedere giovani e meno giovani uomini divertirsi a sfoggiare le loro scelte stilistiche. Alcuni daranno già l'impressione di avere uno stile, altri sembreranno cercarlo. Non è escluso che per una volta faccia anche un po' di foto, per fermare questi attimi di leggerezza e il divertimento che danno. Buon 2014 a tutti.