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Il Met premia Anna Wintour, fund raiser da 125 milioni: ora il Costume Institute porta il suo nome

Anna
Per me Anna Wintour (qui a sinistra in un ritratto di Hope Gangloff) non ha alcunché di diabolico. Per come la conosco da quello che fa e scrive nei suoi editoriali da direttrice di Vogue America, è una professionista pazzesca con una vocazione allo scouting di nuovi stilisti rispettabilissima. Tutti hanno sentito parlare bene e forse male di lei, io negli anni me ne sono fatta un’opinione molto positiva. Nel settembre scorso inoltre è venuta a Milano e l’ho intervistata e la mia opinione si è ulteriormente rafforzata. E’ una donna di potere? Penso proprio di sì. Ma il potere in sé non è negativo, tutto dipende da come lo si esercita. Guadagna tanto? Certamente sì, ma credo che venga tutto dallo stipendio dell’azienda per la quale lavora, la Condé Nast America, che ovviamente se la vuole tenere ben stretta.

Fatta questa premessa, sono stata contenta di ricevere il comunicato ufficiale del Metropolitan di New York arrivato ieri sera. Il comunicato si intitola "Metropolitan Museum to Designate Renovated Costume Institute the Anna Wintour Costume Center". Thomas Campbell, direttore e ceo del Metropolitan  ha annunciato che il museo designerà lo spazio occupato da The Costume Institute – cioè la parte che organizza le mostre legate al mondo della moda e dello stile  - come Anna Wintour Costume Center. Il complesso è stato rinnovato con un investimento di circa 40 milioni di dollari e riaprirà l'8 maggio con la mostra "Charles James: Oltre la moda". L'Anna Wintour Costume Center ospiterà gallerie dei dipartimenti espositivi, biblioteca, laboratorio di restauro, aree ricerca e uffici. 

Nei mesi scorsi, vista l'amicizia della Wintour con Barack Obama, qualcuno aveva ipotizzato che il presidente la scegliesse come ambasciatrice in Francia. Mi è sempre sembrata una cosa assurda e poco credibile. Anna Wintour su diverte a fare quello che fa, secondo me.  

"Anna, una benefattrice e un'amica – si legge nel comunicato del Met – ci ha aiutato a creare un luogo dove il Constume Institute potrà fare passi verso il futuro creando mostre di avanguardia che usano le ultime tecnologie nell'esposizione e la conservazione delle nostre collezioni di alta moda. Il suo interesse nella nostra missione ci ha permesso di raggiungere nuovi livelli di importanza.

Ripeto, è un riconoscimento giusto e forse anche dovuto, in una logica meritocratica molto americana: organizzando, fin dal 1995, i ricevimenti del Constume Institute, Anna Wintour ha aiutato a raccogliere oltre 125 milioni di dollari per le casse del museo. I gala primaverili della sezione moda del Metropolitan – Chanel, Dior, Versace, Alexander McQueen, l'anno scorso Punk per citarne solo alcuni – sono diventati una fonte di entrate importantissima per il Met e un appuntamento d'obbligo per vip di Manhattan, stilisti, top model e celebrità di tutto il mondo.

Per l'8 maggio, quando aprirà "Charles James: Beyond Fashion" ci sarà un altro gala benefico, per partecipare al quale è stato alzato il prezzo del biglietto di ingresso: da 15 mila dollari l'anno scorso a 25 mila, un aumento del 66%, che, a giudizio di fonti vicini alla Wintour, renderà la festa ancora più esclusiva di prima.

Grande Anna. O, come la definì Cathy Horyn sul New York Times qualche anno fa, grande "Citizen Anna".

  • Giulia Crivelli |

    @lola
    carissima
    anch’io preferisco chi non conosce la vanità, ma alla wintour, non so nemmeno bene io perché, concedo molte attenuanti
    c’è in lei, a parte quello che raccontano i media, un misto di sobrietà-timidezza-freddezza che mi fa pensare a jessica rabbit
    “non sono vanitosa… mi disegnano così”
    😉

  • lola |

    Ma dare il suo nome a un museo mi pare veramente eccessivo. Fare molto bene il proprio lavoro non è sufficiente. Detesto la vanità.

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