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L’elisir di lunga vita? La voglia e il piacere di creare. Vedi alla voce Cavalli (o Lagerfeld)

Tra gli incontri che mi hanno più colpita in questi giorni di Milano moda donna c'è stato quello, sabato mattina, con Roberto Cavalli. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata nel nuovo negozio di via Monte Napoleone, il più grande al mondo, della quale resterà persino una video intervista. Mentre eravamo seduti nello spazio atelier, al secondo piano, alle 8.30 del mattino di una giornata che per lo stilista sarebbe

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proseguita con la sfilata della prima linea e la festa alla sera per l'inaugurazione del negozio, 1.500 metri su cinque piani, Cavalli ha tirato fuori l'iPhone e mi ha fatto vedere le foto dell'anca metallica che gli hanno appena inserito. Poi quella del pezzo di ferro che ha nella spalla. C'era qualcosa di artistico in quelle foto… credo che a Londra in questo momento ci sia una mostra di radiografie artistiche… Ma non è questo il punto. Mi ha colpita l'energia di un uomo nato nel 1940 che si presenta pimpante con una stampella zebrata a dieci giorni da un intervento all'anca e comincia a parlare di moda, creatività, della sfilata, della collezione casa, dello spazio atelier con l'entusiasmo di uno alle prime armi.

Tornando verso la redazione ho letto il pezzo di Vanessa Friedman uscito sul Financial Times il giorno prima, intitolato "In the grip of a youthquake", dove si parlava di Acquilano e Rimondi ("giovani" solo per gli standard italiani, essendo quarantenni, sottolineava la giornalista inglese), di Fausto Puglisi e del Talents' Corner organizzato da Yoox e Vogue. Il senso del pezzo era che si sente in effetti un'ondata di nuovi talenti, di ricambio generazionale, di sguardi nuovi sulle lavorazioni artigianali, sulle materie prime, con effetti positivi sulle collezioni.

Ma la fine del pezzo era la parte più interessante. E si parlava di Fendi, il cui direttore creativo per la parte abbigliamento è mr highlander in persona, Karl Lagerfeld.

"Perhaps no one has a greater multiplicity of imagination when it comes to material and what can be done with it than Fendi’s Karl Lagerfeld, however, to the extent that sometimes a show can feel like a bowl of spaghetti being tossed at the wall to see which strands stick. This season, for example, he seemed inspired

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by the military-athletic-astral complex (perhaps thanks to the troika of drones flying overhead to livestream from every angle), which meant perforated mesh married to heavy loden wools, shaved minks and sweatsuit detailing, all in three-quarter length skirts, anoraks and sweater-effect dresses – which were, in fact, shaved fur and looked fabulous. More fabulous, anyway, than the shaved mink sweatpants, which were just silly, though the leather version of the same with splatter paint looked better, which then became a galaxy of splatter stars on loden running shorts (weird) which became a shaved mink parka painted to look like a galaxy of stars in the night sky – a garment both elegant and cool enough to appeal to any age. By the way, Mr Lagerfeld recently turned 80".

Cavalli e Lagerfeld, quasi coetanei. Ma con l'anima (e il fisico!!!) da ragazzini. Star loro vicino, sentirli parlare, guardare con che energia lavorano, è come una medicina contro la stanchezza, la mancanza di entusiasmo che a volte mi prende. Purtroppo non possiedo il loro universo creativo, ma ho capito che è questo l'elisir di lunga vita, sapere che da qualche parte, dentro di te, ci sono nuove idee da coltivare.

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  • arthemis |

    Mi è venuto in mente un ricordo, legato ad altro settore; intervistata a quasi 100 anni, alle domande ‘quale evento della storia che ha vissuto in prima persona ci può raccontare? cosa può consigliare ai giovani di oggi?’ la dott.sa Montalcini rispose all’incirca così: ‘i tempi sono molto cambiati da quanto ero giovane io, non ho nulla da consigliare ai ragazzi di oggi. Al momento sto lavorando al nuovo libro, poi guardi qui la pianta del nuovo laboratorio che stiamo avviando al nostro centro, l’anno prossimo faremo così e cosà..”. Per la serie: si è vecchi quando si pensa più al passato che del futuro…

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